Università di Palermo

Ufficio Stampa
Tel. 091.6075843
Tel./Fax 091.6114188

Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

 > Prima pagina <

LE SEZIONI

Attualità
> News
>
L'edicola online
>
Novità in mediateca
>
I grandi temi

Cronaca universitaria
> L'editoriale
>
L'opinione
>
Università
> e mondo del lavoro
>
Dentro l'Ateneo
>
I Dipartimenti
>
Le Facoltà
>
Il Policlinico Universitario
>
La ricerca universitaria
>
La voce degli studenti
>
L'Opera universitaria
>
Il sito www.unipa.it

Sport, viaggi
e tempo libero

> Sport | CUS
> Turismo |
CTS
> Tempo libero |
CRAL

Cultura e spettacoli
> Attività culturali
> e congressuali
> Cinema, radio, tv
>
Musei e mostre
>
Teatro
>
Musica
> Fumetti e animazione

Rubriche
> Secolo postmoderno
>
Media e dintorni

 

Cronaca universitaria

030326nifiAP
La "duegiorni" autogestita a Scienze della formazione
"Contro tutte le guerre, per risvegliare le coscienze"

E' il messaggio lanciato dagli studenti della Facoltà, che lunedì e martedì hanno organizzato seminari con l'intervento dei docenti, proiezioni e spettacoli teatrali per riflettere sul conflitto in corso. Le lezioni sono state sospese dalla preside fino a ieri pomeriggio in seguito alla richiesta votata da un'assemblea che ha visto la partecipazione di circa 400 allievi

Le idee hanno bisogno di gambe per camminare. E in questo momento l'idea che milioni di persone hanno è una sola: Pace. Un'idea che in due giorni, da lunedì a ieri pomeriggio, ha fatto passi da gigante alla facoltà di Scienze della formazione con la decisione degli studenti e di alcuni docenti di fare qualcosa di concreto contro il conflitto in corso e contro tutte le guerre.
L'iniziativa è partita lunedì mattina nel corso di un'assemblea tenutasi nell'Aula magna della Facoltà: a seguito di una votazione, gli studenti presenti (circa 400) hanno deciso a gran maggioranza (solo 25 contrari) di richiedere la sospensione delle lezioni, per dare vita a uno spazio autogestito di riflessione sui temi legati alla guerra. Tutti insieme hanno abbandonato diversità di pensiero e contrasti ideologici per fare un a proposta unitaria: lezioni sospese fino a ieri pomeriggio, proposta che ha avuto il consenso della preside della Facoltà, Patrizia Lendinara. Tra loro anche rappresentanti degli studenti, e alcuni ragazzi appartenenti alle associazioni Pensiero libero, Comitato 29 Aprile, Collettivo Scienze della formazione, Udu e Aiscom. Lunedì pomeriggio, a dare inizio alla duegiorni la proiezione di uno dei film di guerra più significativi e crudi: "Full metal jacket" di Stanley Kubrick.
Abbiamo seguito il secondo giorno di questa iniziativa.
Entrando in Facoltà la prima impressione è quella di un gran fermento. Per terra quelli che sembrano pezzi di carta, ma aguzzando la vista ci si accorge che c'è scritto "mine" e che più avanti c'è la sagoma di un uomo, sempre in cartone: si simula uno scenario di guerra.
"Non la chiamerei protesta - ci dice Maria Carta, rappresentante degli studenti del corso di laurea in Psicologia - abbiamo tentato di creare uno spazio di informazione e sensibilizzazione non solo contro la guerra in Iraq, ma contro tutte le guerre. Un modo per risvegliare le coscienze".
Le pareti dei corridoi sono piene di cartelloni di denuncia contro il conflitto: "Dopo l'11 settembre la nostra vita è cambiata" si legge. In mattinata si parte con un seminario di discussione sulla guerra in corso: Aula magna strapiena, non solo ragazzi ma anche tanti docenti pronti a dare il loro contributo. "In questa guerra ci sono forti motivazioni economiche - spiega il professore di Psicologia dinamica Girolamo Lo Verso - la spinta viene dal forte consumo energetico della nostra società". Suggestivo l'intervento del docente Francesco Di Maria: "Bush mi sembra ormai un personaggio mitico: ricorda Crono che divora i suoi figli, visto che Saddam Hussein è dittatore anche a causa della politica americana".
Ma quello che più stupisce, in quest'assemblea, è il desiderio di esprimersi degli studenti: tutti vogliono dire la loro, il microfono, che in altre occasioni i ragazzi rifuggono, diventa improvvisamente un oggetto ambito. Non solo guerra e pace nei loro interventi: "La prima guerra che dovremmo combattere in Sicilia è quella alla mafia", dice una ragazza, "non dimentichiamo lo scandalo delle case farmaceutiche", aggiunge un'altra.
Dopo l'assemblea tutti a casa per un veloce pranzo: nel pomeriggio si riparte. Un videoclip e alcune studentesse presentano il "Movimento dei focolari", che raccoglie fondi per aiutare i Paesi più poveri. A seguire un rappresentante di Retelilliput - Mir, movimento non violento, ci regala un collegamento telefonico con Ernest Zielonka, dellla curia generalizia dei Carmelitani scalzi, a Baghdad: "Il primo problema sono i bambini. E dobbiamo ricordare che qui l'emergenza non è solo oggi, ma sempre".
Più incisive di mille parole, lasciano il segno le immagini di un video firmato Emergency. Ragazzi vittime dell'arma più subdola usata nelle guerre: le mine antiuomo, costretti a vita ad usare protesi alle braccia e alle gambe. Per loro anche un semplice pallone da calcio può essere un modo per ricominciare a vivere: giocando riacquistano le capacità motorie necessarie ad usare le protesi, spesso presenti anche in tutte e due le gambe. A fine giornata, il momento più emozionante ci viene fornito dalla performance teatrale dell'artista Vincenzo Pirrotta. Vincenzo è un "cuntista",
ed è incredibile come il suo dialetto siciliano, con sottofondo di tamburi, regali grandi emozioni a tutti i presenti in Aula magna. Armato di spada di legno, simula lo scontro tra Achille ed Ettore, per restituirci la drammatica inutilità della violenza. Poi interpreta Giufà, in un monologo con la luna: "Ma picchì sti guerre? - si chiede Giufà - picchì a chisti chi cumannanu ci calamu 'a testa! Avissimu a fari: soccu avemu ni spartemu". Sante parole, "Giufà sarebbe un ottimo statista", conclude Vincenzo.
La duegiorni termina con una concitata assemblea su quale iniziative intraprendere per continuare a manifestare contro la guerra: la decisione è rimandata a oggi. FOTO
Nicola Figlioli

(26 marzo 2003)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina