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Cronaca universitaria - Giurisprudenza

030326damo
Guerra, "Il diritto di dire no"
La voce di Giurisprudenza

Si è tenuta ieri l'assemblea straordinaria della facoltà di legge. Proposte, dibattiti e una lettera aperta a tutto l'Ateneo per la creazione di un comitato permanente sulla crisi internazionale formato da docenti e studenti

"Cari colleghi studenti e cari docenti, ..." così inizia la lettera aperta scritta dal comitato promotore di Giurisprudenza sulla guerra. Gruppi politici e non, di destra e sinistra, l'hanno sottoscritta e ieri, durante l'assemblea straordinaria tenutasi nell'aula magna della Facoltà, è stata letta da Marcello Capetta, esponente dell'Udu e responsabile del comitato. Un appello rivolto a tutti, studenti e professori per "far partire dalla 'facoltà del diritto', un movimento che sensibilizzi le coscienze e che coinvolga l'intero Ateneo".
"Dobbiamo interrompere la quotidianità della nostra vita e- si legge nel documento - cominciare un momento di intensa riflessione collettiva, sia dal punto di vista tecnico-giuridico, che dal punto di vista morale". Come recita lo striscione affisso all'ingresso della Facoltà, "Il diritto di dire no", negli interventi dei presenti è riecheggiato più volte un richiamo alla costituzione e agli articolo 2 e 11, sulla libertà di manifestazione del pensiero. "La nostra Facoltà, più delle altre, dovrebbe interrogarsi sui perché e sugli sbagli di questo conflitto - ha detto Capetta - visto che le nostre materie trattano di diritto, sia dal punto di vista internazionale, che economico". Tra le proposte della mattinata la creazione di un comitato permanente studenti-docenti sulla crisi internazionale, con manifestazioni annesse: forum, concerti autofinanziati, fiaccolate e un comitato di studio. Un no deciso, invece, all'occupazione delle facoltà, che come hanno più volte detto i ragazzi, porta solamente all'alienazione di un altro diritto fondamentale che è quello allo studio. Applausi e proteste, ma in modo composto e civile: è stato questo, infatti, il denominatore comune di tutti gli interventi sia dei professori che degli studenti. Ma anche tante, forse
troppe, domande a cui non si riescono a dare delle risposte concrete. Il perché della guerra, il destino della diplomazia internazionale, la possibilità di guerre civili interne ai paesi europei con grandi comunità araba, il destino dell'Iraq nel dopo Saddam, il ruolo dell'Unione Europea. Questi sono stati alcuni dei quesiti proposti e che hanno avuto solo in parte delle risposte. "Quello che inquieta di questo conflitto - ha detto il professore Luca Nivarra, docente di Istituzioni di diritto privato - è non conoscere i reali motivi dello scontro. Nel '91 si poteva far risalire l'intervento degli Stati Uniti all'occupazione del Kuwait da parte dell'Iraq, ma ora neanche io so darmi una risposta". "E' uno scontro contro lo stato di diritto", ha affermato il professore di Istituzioni di diritto privato del Polo universitario di Trapani, Fulvio Vassallo, intervenuto al dibattito. "Per questo anche noi possiamo fare qualcosa combattendo le ingiustizie anche sul posto di lavoro". Il comitato promotore dell'assemblea straordinaria è composto da Udu, Azione giovani, Azione universitaria, Giovani liberali, Movimento professori, Movimento studentesco, Sinistra giovanile, Collettivo Giurisprudenza, associazione Aula magna magna. La discussione è rimandata a stamattina, quando gli studenti di tutto l'Ateneo si riuniranno nell'aula magna della facoltà di Ingegneria per discutere delle iniziative pratiche da adottare e dell'eventuale organizzazione di una tre giorni di mobilitazione studentesca rigorosamente pacifista.

Daniela Mogavero


(26 marzo 2003)

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