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Apertura AP - Medicina


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I futuri medici, professionisti “amici” dei pazienti

Il nuovo ordinamento ha cambiato la struttura dei corsi e della didattica, ma soprattutto il modo di vedere il ruolo dei professionisti sanitari: innovazioni, cambiamenti e rivoluzioni alla facoltà di Medicina e chirurgia di Palermo. "Sin dal primo anno, i ragazzi dovranno partecipare a corsi di introduzione alla medicina, per entrare subito a contatto con la realtà medica", spiega il preside vicario e coordinatore delle attività didattiche, Giacomo De Leo

Corsi di “Introduzione alla medicina” già durante il primo anno, “Storia della medicina”, “Economia aziendale” e corsi di counselling e assistenza psicologica ai pazienti: ecco alcune delle nuove iniziative didattiche che, a partire dall’anno accademico in corso, hanno rivoluzionato i corsi di laurea attivati presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Ateneo palermitano.
“La nostra facoltà - ha detto il preside vicario e coordinatore delle attività didattiche, Giacomo De Leo - è l’unica che in questo momento ha disattivato i corsi del vecchio ordinamento portandoli tutti al nuovo. Questa transizione, così repentina, ha comportato un’enorme fatica, perché riorganizzare e implementare tutti i nuovi corsi non è stata cosa da poco”. Abbiamo deciso di consigliare a tutti gli studenti il passaggio al nuovo ordinamento, in modo tale che tutte le risorse e tutte le energie venissero interamente dedicate a un corretto svolgimento e rodaggio del nuovo regime dei corsi”, conclude De Leo.
Entriamo, però, nel vivo delle innovazioni più rivoluzionarie.
In primo luogo, sin dal primo anno, i ragazzi dovranno partecipare a corsi di “introduzione alla medicina”, per entrare subito a contatto con la realtà medica. In secondo luogo, saranno svolti anche corsi di counselling e assistenza psicologica ai pazienti, per “umanizzare” sempre più i corsi di laurea: i ragazzi impareranno così che i medici e i professionisti sanitari non sono solo “tecnici” che lavorano con dati e casi clinici, ma sono innanzitutto persone che devono relazionarsi con altri individui che non stanno bene, cercando di ascoltarle e di alleviare il più possibile le loro sofferenze.
Un'altra novità è lo studio di materie giuridiche e dell'economia aziendale applicata al campo della medicina: i professionisti della sanità, infatti, oggi sono sempre più spesso impegnati in ruoli di management e di organizzazione delle aziende sanitarie. I futuri medici, ma anche tutte le figure professionali in campo sanitario, dovranno essere perciò in grado di gestire questi nuovi ambiti.
Lo studio della “Storia della medicina”, infine, è un nuovo modo di vedere la professione, nella sua tradizione ed evoluzione.
Con i decreti ministeriali del 2001, tutti i vecchi corsi di diploma universitari per la formazione nel campo delle professioni sanitarie, comunemente intesi come “lauree brevi”, sono stati trasformati in corsi di laurea di base, con una struttura che è rimasta triennale ma con un completo ripensamento dei corsi. Questi decreti di riordino dei corsi di laurea sono di natura interministeriale: in pratica, sono stati scritti di comune intesa fra il ministero dell’Università e quello della Salute perché le lauree della facoltà di Medicina devono corrispondere alle professioni sanitarie riconosciute dal ministero della Salute. Sono così nati 18 corsi di laurea, suddivisi fra la sede di Palermo e i poli decentrati di Caltanissetta, Agrigento e Trapani e comprendenti le lauree triennali che riguardano le professioni sanitarie (infermieri, ostetrici, fisioterapisti, riabilitatori, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio, logopedisti) e le lauree a “ciclo unico”, ovvero quella in Odontoiatria e protesi dentaria e quella in Medicina e chirurgia. La maggiore novità strutturale introdotta da questi decreti, infine, è la prescrizione che le attività di formazione di questi professionisti sanitari debba avvenire all’interno delle stesse aziende del Sistema sanitario nazionale coinvolgendone il personale e, ovviamente, presso l’azienda ospedaliera universitaria.
Pierangela Maniscalchi

(25 marzo 2003)

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