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Apertura AP - Medicina
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030325pimaAP
I futuri medici, professionisti amici dei pazienti
Il nuovo ordinamento ha
cambiato la struttura dei corsi e della didattica, ma soprattutto il modo
di vedere il ruolo dei professionisti sanitari: innovazioni, cambiamenti
e rivoluzioni alla facoltà di Medicina e chirurgia di Palermo.
"Sin dal primo anno, i ragazzi dovranno partecipare a corsi di introduzione
alla medicina, per entrare subito a contatto con la realtà medica",
spiega il preside vicario e coordinatore delle attività didattiche,
Giacomo De Leo
Corsi di Introduzione alla medicina
già durante il primo anno, Storia della medicina, Economia
aziendale e corsi di counselling e assistenza psicologica
ai pazienti: ecco alcune delle nuove iniziative didattiche che, a partire
dallanno accademico in corso, hanno rivoluzionato i corsi di laurea
attivati presso la facoltà di Medicina e chirurgia dellAteneo
palermitano.
La nostra facoltà - ha detto il preside vicario e coordinatore
delle attività didattiche, Giacomo De Leo - è lunica
che in questo momento ha disattivato i corsi del vecchio ordinamento portandoli
tutti al nuovo. Questa transizione, così repentina, ha comportato
unenorme fatica, perché riorganizzare e implementare tutti
i nuovi corsi non è stata cosa da poco. Abbiamo deciso di
consigliare a
tutti gli studenti il passaggio al nuovo ordinamento, in modo tale che
tutte le risorse e tutte le energie venissero interamente dedicate a un
corretto svolgimento e rodaggio del nuovo regime dei corsi, conclude
De Leo.
Entriamo, però, nel vivo delle innovazioni più rivoluzionarie.
In primo luogo, sin dal primo anno, i ragazzi dovranno partecipare a corsi
di introduzione alla medicina, per entrare subito a contatto
con la realtà medica. In secondo luogo, saranno svolti anche corsi
di counselling e assistenza psicologica ai pazienti, per umanizzare
sempre più i corsi di laurea: i ragazzi impareranno così
che i medici e i professionisti sanitari non sono solo tecnici
che lavorano con dati e casi clinici, ma sono innanzitutto persone che
devono relazionarsi con altri individui che non stanno bene, cercando
di ascoltarle e di alleviare il più possibile le loro sofferenze.
Un'altra novità è lo studio di materie giuridiche e dell'economia
aziendale applicata al campo della medicina: i professionisti della sanità,
infatti, oggi sono sempre più spesso impegnati in ruoli di management
e di organizzazione delle aziende sanitarie. I futuri medici, ma anche
tutte le figure professionali in campo sanitario, dovranno essere perciò
in grado di gestire questi nuovi ambiti.
Lo studio della Storia della medicina, infine, è un
nuovo modo di vedere la professione, nella sua tradizione ed evoluzione.
Con i decreti ministeriali del 2001, tutti i vecchi corsi di diploma universitari
per la formazione nel campo delle professioni sanitarie, comunemente intesi
come lauree brevi, sono stati trasformati in corsi di laurea
di base, con una struttura che è rimasta triennale ma con un completo
ripensamento dei corsi. Questi decreti di riordino dei corsi di laurea
sono di natura interministeriale: in pratica, sono stati scritti di comune
intesa fra il ministero dellUniversità e quello della Salute
perché le lauree della facoltà di Medicina devono corrispondere
alle professioni sanitarie riconosciute dal ministero della Salute. Sono
così nati 18 corsi di laurea, suddivisi fra la sede di Palermo
e i poli decentrati di Caltanissetta, Agrigento e Trapani e comprendenti
le lauree triennali che riguardano le professioni sanitarie (infermieri,
ostetrici, fisioterapisti, riabilitatori, tecnici di radiologia, tecnici
di laboratorio, logopedisti) e le lauree a ciclo unico, ovvero
quella in Odontoiatria e protesi dentaria e quella in Medicina e chirurgia.
La maggiore novità strutturale introdotta da questi decreti, infine,
è la prescrizione che le attività di formazione di questi
professionisti sanitari debba avvenire allinterno delle stesse aziende
del Sistema sanitario nazionale coinvolgendone il personale e, ovviamente,
presso lazienda ospedaliera universitaria.
Pierangela Maniscalchi
(25 marzo 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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