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Le
effimere illusioni
del ritorno alla carta |
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Fino a qualche anno fa lespansione
dellinformazione su Internet sembrava inarrestabile. Nascevano nuove
testate e nuovi portali, decine di giornalisti si trasferivano dalla carta
stampata al web, il mercato editoriale era in piena fibrillazione. Chi
pensava che la stampa fosse avviata verso il viale del tramonto ha dovuto
però ricredersi. Uno dopo laltro i progetti che credevano
nel matrimonio tra la rete e le news hanno subìto un drastico ridimensionamento.
I conti erano sbagliati, leuforia ingiustificata, la pubblicità
(principale fonte di finanziamento) non ha creduto fino in fondo nella
forza propulsiva di Internet.
Il corso della storia riprende dunque i contatti con un passato che non
è passato. Si torna alla carta: le nuove frontiere editoriali riscoprono
il più tradizionale dei mezzi dinformazione e rendono ancora
attuale il celebre motto di Hegel sulla lettura del giornale intesa come
una laica preghiera del mattino delluomo moderno. Nel
giro di poco tempo il panorama editoriale italiano ha allargato i suoi
orizzonti. Oltre a nuove testate provinciali, che sfidano le difficoltà
del mercato puntando sullinformazione locale, sono nati tre quotidiani
nazionali. Il primo a giungere in edicola è stato il 23 ottobre
2002 il Riformista (una specie di Foglio di centrosinistra). Poi è
toccato al quotidiano economico Finanza e Mercati. E dal 12 febbraio 2003
cè Europa, che occupa uno spazio vicino alla Margherita.
È vero, sono giornali che non nascono da progetti ambiziosi. E
si collocano in una nicchia di mercato che si rivolge a unélite
politico-culturale. Queste operazioni si richiamano in qualche modo allesperienza
del Foglio che per primo ha spezzato la lunga e consolidata tradizione
delleditoria quotidiana italiana prigioniera del modello omnibus.
La nuova formula punta più sullanalisi e sul commento che
sulla completezza e lindipendenza dellinformazione. La linea
anzi è chiara e il lettore sa bene a quale polo il giornale fa
riferimento. Lo legge quindi non per arricchire il proprio bagaglio cognitivo
o trovare uninformazione più libera ma perché lo considera
un utile strumento di interpretazione delle vicende politiche.
Liberato dallassillo di una copertura informativa a tutto campo
perché destinato a essere il secondo o il terzo giornale, il quotidiano
della nuova generazione richiede strutture snelle e investimenti contenuti.
Tutto è ridotto allessenziale e il break even (punto di pareggio)
si raggiunge con vendite di poche migliaia di copie. I ricavi pubblicitari
e i contributi della legge sulleditoria (generosi con le testate
legate a partiti o gruppi parlamentari) consentono perfino alleditore
di non considerare fondamentale la voce delle vendite. Spesso lobiettivo
primario di queste testate è quello di entrare nelle mazzette di
opinion leader e professionisti della politica e nelle rassegne stampa
di radio e televisione per ricavarne vantaggi promozionali e quote di
autorevolezza.
Ma se così stanno le cose, la vivacità del panorama editoriale
e il ritorno alla carta non sembrano destinati a incidere allora sulla
diffusione dei giornali. E infatti gli ultimi dati dicono che la crisi
è anzi progredita. Nel 2002 in Italia si sono venduti, secondo
la Fieg (Federazione degli editori), meno di sei milioni di copie di giornali.
Per la precisione 5 milioni e 888 mila. Rispetto al 2001 cè
stato un calo del 2,8 per cento. La media nazionale di 127 acquirenti
ogni mille abitanti sopra i 14 anni pone lItalia quasi in fondo
alla classifica europea. Siamo molto lontani dalla Norvegia (705), dallInghilterra
(383), dalla Germania (371) e dalla Francia (180). La scarsa propensione
alla lettura è un retaggio alimentato dal peso di un sistema televisivo
che non ha confronti nel resto dellEuropa e che cattura una quota
altissima di risorse pubblicitarie lasciando le briciole alla stampa.
Questo ritorno alla carta potrebbe dunque essere un fenomeno illusorio
che non allarga il mercato e non scova nuovi lettori.
(24 marzo 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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