|
|
|
|
Economia
|
|
|
030319mari
Crisi internazionale, parla l'esperto di economia:
"Alla fine l'America presenterà
il conto all'Europa"
Il conflitto potrebbe
causare l'apprezzamento dell'euro con gravi conseguenze sui mercati internazionali.
E' quanto sostiene Giovanni Agnello, docente di Economia monetaria e creditizia,
che ha illustrato quali potrebbero essere gli effetti economici della
guerra
Nella notte fra mercoledì e giovedì
scadrà l'ultimatum di Bush a Saddam. La probabile guerra potrebbe
avere delle conseguenze su tutti i fronti: politico, etico, sociale e,
non ultimo, economico. Abbiamo chiesto a Giovanni Agnello, docente di
Economia monetaria e creditizia presso la facoltà di Economia,
di delineare i possibili scenari economici che verrebbero a determinarsi
allindomani dello scoppio del conflitto iracheno, sia in America
che in Europa.
Una guerra comporta anzitutto una diversa distribuzione delle risorse
di cui ogni sistema economico dispone spiega il docente
qualcuno ne trarrà vantaggio, i cosiddetti 'falchi', coloro che
hanno interesse a fare la guerra e questo avverrà, naturalmente,
a scapito di altri, primi fra tutti i piccoli risparmiatori. Questo
in generale, ma vediamo nel particolare quali saranno le sorti delleconomia
americana. Il rischio maggiore è che si inneschi un processo
di recessione laddove cè già una situazione di stagnazione
economica. Allinterno del sistema economico americano - ha aggiunto
Agnello - esistono degli elementi che hanno impedito la recessione. Mi
sto riferendo in particolare alla propensione all'investimento tipico
dell'economia americana, causa prima di un elevato avanzo primario statale,
e alla stabilità dei prezzi. In presenza di un conflitto tutto
questo verrà meno. Il primo a farne le spese sarà lavanzo
primario e questo determinerà inevitabilmente la crisi. I prezzi
rischiano di aumentare soprattutto in un conflitto che vede coinvolto
uno dei maggiori paesi produttori di petrolio. Il costo di questultimo
si accrescerà notevolmente. Il terzo elemento a risentire della
situazione sarà la politica monetaria. LAmerica ha sempre
guardato più alla crescita che alla stabilità con un atteggiamento
disinvolto nei confronti dellaggregato monetario, ma
un aumento dellinflazione in presenza di stagnazione genererebbe
nella Federal reserve lesigenza di una politica economica sostanzialmente
più restrittiva. E i mercati azionari? Come si potrebbe interpretare
la notizia della ripresa della borse. I mercati di solito anticipano
gli avvenimenti in base alle aspettative ci spiega ma non
hanno neutralizzato gli effetti della guerra, cè ancora uninstabilità
quasi isterica dei mercati, non dettata dallincertezza, ma guidata
piuttosto dalla situazione contingente. E in che direzione si muoverà
invece leconomia europea? Le conseguenze della guerra si ripercuoteranno
inevitabilmente anche sullEuropa. Paradossalmente anche se lEuropa
rimanesse fuori dal conflitto la sua economia ne risentirebbe perché
leconomia statunitense è leconomia leader dello scacchiere
mondiale, se Wall street sale tutti i mercati finanziari salgono.
Quali saranno i settori più colpiti? Il settore monetario
anzitutto. Se in America aumentassero i prezzi si ridurrebbe la parità
del rapporto euro/dollaro e quindi il dollaro potrebbe deprezzarsi nei
confronti delleuro. Se prima ci siamo lamentati lungamente della
debolezza della nostra moneta, allindomani di un conflitto potrebbe
essere la sua forza a preoccuparci. Perché? Quando
una moneta si apprezza la prima conseguenza è che la concorrenza
a livello internazionale si riduce in quanto i prodotti europei verrebbero
ad avere un costo più elevato nei mercati internazionali.
Poi il paradosso; "L'America grazie ad una potenziale debolezza del
dollaro potrebbe trarre vantaggio dalla situazione rifinanziando la propria
economia attraverso il commercio internazionale e scaricando indirettamente
sullEuropa i costi della guerra. Chi sarà dunque a
fare le spese di questo conflitto? Lintera economia mondiale
Giovanni Agnello non ha dubbi ma lEuropa ne uscirebbe
provata perché già parte da una situazione di crisi determinata
dalle cristallizzazioni sociali, dallassenza di avanzi primari e
dai problemi di recupero di deficit pubblico.
Maria Catena Salerno
(19 marzo 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|