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Sicilia

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Siracusa, ricoveri ingiustificati
Indagate 401 persone per truffa

E' accaduto a Siracusa, i medici prescrivevano il ricovero ai pazienti per evadere il pagamento degli esami clinici e ottenere gratuitamente l'esecuzione delle prestazioni sanitarie, tra cui anche costose analisi diagnostiche. A denunciarlo i Nas di Siracusa. Indagate 401 persone tra medici e pazienti

Potevano benissimo essere curati in ambulatorio, invece venivano ricoverati. "Inappropriati, incongrui e ingiustificati". Sono stati definiti così i ricoveri a cui sarebbero stati sottoposti a titolo gratuito centinaia di pazienti. Sarebbero state infatti eseguite con la scusa della degenza ospedaliera costose analisi mediche, senza il pagamento della prestazione sanitaria. A denunciarlo il Comando dei Nas di Siracusa. Gli investigatori hanno appurato che "per consentire ai pazienti l'effettuazione gratuita degli esami venivano modificati i documenti sanitari e aggravati i problemi di salute".
Sarebbero indagate ben 401 persone: 160 medici di base, 5 responsabili di due case di cura private e della Asl del luogo e circa 200 pazienti. Questi i numeri di una truffa ancora presunta ai danni del Servizio sanitario nazionale. Secondo le indagini condotte negli anni 2000 e 2001, si parla di un danno all'erario di circa 5 milioni di euro.
La pratica seguita per aggirare la sanità sarebbe stata quella dell' "ingiustificato ricovero". Per eludere il pagamento delle prestazioni sanitarie, e ottenere anzi il rimborso, i medici di base prescrivevano al paziente il ricovero in case di cura convenzionate per patologie per cui non era affatto necessaria la degenza in ospedale. Durante il periodo di degenza "oltre ai rimborsi per ricovero - spiegano i Carabinieri per la Sanità - venivano anche eseguite costose analisi diagnostiche come risonanze magnetiche, tac, radioimmunologia e altre, a carico totale dello stato".
Secondo l'accusa, a lucrare sulla pratica dei falsi ricoveri sono stati sia i responsabili e i medici delle casa di cura, sia i pazienti che ottenevano senza alcuna spesa le prestazioni durante i ricoveri.

Elisa Pizzillo

(18 marzo 2003)

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