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Cronaca universitaria


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L'Africa al San Saverio, un peccato non essere nero
Si è conclusa tra i ritmi dei Djeli d'Afrique la giornata delle culture africane organizzata ieri al pensionato universitario. Spazio anche a danze del ventre, balli afro tribali e brasiliani. Nel pomeriggio, il dibattito sul tema dei diritti umani seguito dalla degustazione di prodotti tipici e dall'inaugurazione di una mostra sul calligrafismo pittorico

"Che peccato non essere nero!", ha commentato alla fine Aldo De Franchis, direttore dell'Ersu. E' stato grande il successo dellla giornata africana dell'ex Opera universitaria, organizzata ieri al pensionato San Saverio. In scena la ricchezza delle diversità. E gli studenti hanno risposto in tanti al richiamo dell'Africa.
Nel pomeriggio si è svolto il dibattito sul tema dei diritti umani, al quale sono intervenuti il rettore Giuseppe Silvestri, Antonino Bono, presidente dell'Ersu, l'avvocato Lino Buscemi (della Federazione internazionale per i diritti Umani di Palermo) e Mohammed Zitoun, primo consigliere extra-comunitario in Sicilia. Poi la degustazione dei piatti tipici africani e l'inaugurazione della mostra sul calligrafismo segnico e pittorico, che resterà aperta fino a domenica.
Gremitissima la sala multimediale che ha ospitato lo spettacolo finale. Impossibile entrare. Gli studenti universitari si sono riversati in quella che è il luogo delle rassegne cinematografiche per godere di uno spettacolo all'insegna della multietnicità. Tra danze del ventre, balli tribali anche brasiliani, c'è stato inoltre un duplice momento dedicato ai versi dei poeti africani. A recitarli, la palermitana Rosalia Bilecci. Spazio anche agli spettatori che sono stati coinvolti nelle danze sul palco e in platea.
Poi un viaggio nella "musica dalle radici profonde". Col ritmo dei tamburi dei Djeli d'Afrique. Questi i ragazzi del gruppo, nato nel 1997: Victor Alain Mutwa e Dario Sulis ai tamburi, Karen Trompeuse al djembe, Nando Vella a le congas e infine Fredreic Amonykaky al talking drum.
A presentare lo spettacolo, due studenti del San Saverio, Desiré Chasinga, un ragazzo del Congo, e Silvia La Monaca. Tra la simpatia del primo e gli sketch e le imitazioni di quest'ultima, la serata ha avuto anche i suoi momenti di comicità.
Lo spettacolo si è concluso con tutti gli studenti stranieri sul palco e tra le seventolare della bandiere dalla pace. Con un no deciso alla guerra e un sì fermo alla pace. Nel segno dell'integrazione fra culture. Ma non solo per un giorno o per una notte. Allora, che integrazione sia. Respirando l'Africa.
Elisa Pizzillo

(14 marzo 2003)

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