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Cronaca
universitaria
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Presto uno sportello unico per gli extracomunitari
I diritti umani sono stati
il tema centrale del dibattito svoltosi ieri alla Sala multimediale del
San Saverio per la Giornata delle culture africane dell'Ersu. Il rettore
ha proposto la creazione di uno sportello unico per gli studenti immigrati
con la Questura in collaborazione con l'Ersu. Silvestri: "L'Università
luogo di critica e proposta"
"Uno sportello unico per gli studenti extracomunitari. E' questa la
proposta del rettore, Giuseppe Silvestri, intervenuto ieri al dibattito
sui diritti umani e la situazione conflittuale in Africa nell'ambito della
giornata africana.
"L'Università è il luogo dove si può criticamente
dibattere per costruire - ha detto il Rettore. - E allora perché
non discutere con l'Ersu l'ipotesi della creazione di uno sportello unico
per il disbrigo delle pratiche degli studenti con la Questura? L'Università
ha già creato uno sportello unico per le Forze armate". Esempio
di questo tipo è già operativo presso la pubblica Amministrazione.
"Esso ha rappresentato la soluzione vicente nella Pubblica Amministrazione
- ha aggiunto - laddove un soggetto che si rapportava ad essa doveva prima
riempire una montagna di moduli, passare da un ufficio all'altro e magari
ritrovarsi come in un "perverso gioco dell'Oca" al punto di
prima. Lo sportello unico è il regista della soluzione di problemi
complessi per il privato cittadino, che può così rivolgersi
ad un'unica interfaccia amministrativa, quella che poi si occuperà
del disbrigo delle pratiche ulteriori".
Il rettore
ha anche parlato della possibilità della costituzione di una commissione
mista che interagisca con il comune per la risoluzione del problema alloggi
per gli studenti extracomunitari.
Nel corso del dibattito ha anche evidenziato la necessità di abbandonare
un approccio impostivo e paternalistico quando si parla di diritti umani.
"L'approccio alla difesa dei diritti umani deve tenere conto del
contesto culturale in cui esso s'inserirà - ha detto - dobbiamo
parlare di diritti umani dovunque e non solo in Africa. Perché
ogni essere umano, ovunque si trovi, merita il rispetto per la propria
religione, la propria cultura, il proprio costruirsi e anche per le proprie
superstizioni. E l'Università - ha concluso - si deve far carico
di questi interrogativi per una crescita anche della collettività
universitaria. Per evitare di aggiungere "ancora violenza a violenza".
Elisa Pizzillo
(14 marzo 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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