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Cultura e spettacoli

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The Hours / Ore che scandiscono il significato della vita
Una trama che intreccia tre storie diverse, vissute in epoche differenti e da tre donne che hanno compiuto scelte di vita simili. Trait-d’union: il libro Mrs Dalloway di Virginia Woolf. Ottima l’interpretazione di Nicole Kidman

Gli ingredienti che rendono il film The Hours di Stephen Daldry una miscela vincente sono le tre grandi interpreti: Nicole Kidman, Julianne Moore e Meryl Streep. La storia è tratta dal romanzo omonimo di Michael Cunningham, pubblicato nel 1998, che ottenne vari riconoscimenti, tra i quali anche il Premio Pulizter.
È la storia di tre donne che vivono in periodi diversi, ma hanno in comune il romanzo di Virginia Woolf, Mrs Dalloway. 1923: la stessa autrice (Nicole Kidman) afflitta da una sindrome depressiva e dal costante pensiero di suicidarsi, scrive il romanzo che fa da sottofondo all’intera storia. 1949: Laura Brown (Julianne Moore) è una casalinga incinta che deve organizzare la festa di compleanno del marito, sta leggendo il libro della Woolf e si trova in sintonia con il personaggio. 2000: Clarissa Vaughn (Merly Streep), la moderna Mrs Dalloway, vuol dare una festa per l’amico e scrittore Richard che sta morendo di Aids.
Il film è percorso da fatti, oggetti e elementi ricorsivi che cuciono insieme le tre storie: il mazzo di fiori da comprare o da regalare, visitatori in anticipo da accogliere, baci languidi tra donne, vite pesanti a cui si tenta di dare un significato, suicidi compiuti e incompiuti. Il ritmo della storia è lento, ma nel contempo rende più facile la fruizione della storia da parte del grande pubblico, che altrimenti rimarrebbe spaesato davanti a veloci passaggi da una storia all’altra. È interessante l’interpretazione di Virginia Woolf della Kidman che risulta quasi irriconoscibile grazie al trucco che la rende meno attraente del solito. Si è calata perfettamente nella parte fornendo un vivido ritratto di un personaggio molto controverso. Il film merita di essere visto e gustato dall’inizio alla fine: le interpreti, la scenografia, la regia. È stato molto apprezzato dalla critica americana, e ha guadagnato ben nove nomination per i prossimi Oscar.

Alessia Cannizzaro


(14 marzo 2003)

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