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Attualità
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030313elpiAp Ritmi,
colori e sapori: la giornataAfricana dell'Ersu al San Saverio Per un viaggio in Africa non occorre attraversare il Mediterraneo: l'Ersu ha organizzato una giornata dedicata alle culture africane per respirare i sapori, i colori e i suoni delle terre d'Africa. Ma anche per discutere di diritti umani, alla presenza del rettore Silvestri. Una grande festa che, dopo il dibattito e la degustazione di prodotti tipici, si concluderà tra i ritmi dei Djeli d'Afrique, un gruppo afro tribale. Si comincia oggi pomeriggio alle 17.30, alla Sala multimediale "La ricchezza delle diversità: l'Africa tra noi". Una grande festa. Ma soprattutto un incontro fra culture e un viaggio tra i colori, i sapori e i ritmi africani. Un giornata dedicata all'Africa, che l'Ersu (ex-Opera universitaria) ha organizzato per oggi al pensionato San Saverio. Un invito rivolto a tutti gli studenti dell'Ateneo. Sono una trentina gli universitari africani assistiti dall'Ersu e ospiti ai pensionati. Ma per questa occasione anche gli studenti extra-comunitari non assistitsarnno coinvolti ie nei preparativi di una festa che si profila all'insegna della multietnicità. Ci saranno studenti del Congo, Camerun, Ruanda e anche dell'Eritrea, dell'Ersu. Pascal, Victor, Desiré, Latifa, Igien, Rosette, Emmanuel, Bijou... questi alcuni dei nomi dei ragazzi africani ospiti al San Saverio e al Santi Romano. Perché l'Africa è una, ma diverse sono le culture e le tradizioni che ne fanno parte. Siano esse linguistiche, gastronomiche o culturali. Ecco perché la giornata delle "culture africane". Si comincia nel pomeriggio, alle 17.30, con un dibattito sulla situazione conflittuale e sui diritti umani in Africa, nella Sala multimediale del pensionato San Saverio. Interverranno il rettore Giuseppe Silvestri, Don Baldassare Meli, responsabile del centro sociale Santa Chiara, l'avvocato Lino Buscemi (della Federazione internazionale per i diritti Umani di Palermo) e Mohammed Zito un, della Tunisia, primo consigliere extra-comunitario in Sicilia. Ciascuno di loro ci parlerà di "Africa". Come è stata vissuta, come essa è entrata a far parte delle loro differenti esperienze. Che per un giorno entrano in comunicazione per confrontarsi. Ma anche per trovare possibili soluzioni e migliorare l'integrazione degli studenti extracomunitari. Si continua alle 19.30. In primo piano la gastronomia africana. Anzi, le gastronomie. Dalle parole si passa ai sapori e ai profumi. Quelli dei prodotti tipici delle terre africane, che le ragazze prepareranno per l'occasione. Sarà possibile assaggiare alcuni dei piatti tipici del Congo, del Ruanda, del Marocco, della Tunisia, dell'Eritrea, del Madagascar, delle Mauritius, dell'isola Capoverde. In contemporanea sarà possibile immergersi in un viaggio fra i colori dell'Africa, visitando la mostra che è stata allestita nella futura sala "Ascolto musica" del San Saverio. Dai piaceri del palato a quelli della vista. Una mostra sul calligrafismo segnico e pittorico africano. Saranno esposti i quadri dipinti da Betty, una ragazza eritrea diplomata all'Accademia di Belle Arti e faranno parte della mostra anche delle fotografie dell'associazione culturale africana Pole-pole, scattate dai missionari in Tanzania. Ma il respiro d'Africa continua il suo viaggio nelle profondità della notte tra i ritmi afro-tribali dei tamburi dei "Djeli D'Afrique". Victor Alain Mutwa, un ragazzo del Ruanda, e il suo gruppo daranno voce alla musica e al divertimento. Tra danze del ventre, afrobrasiliane e tribali ci sarà spazio anche per un momento tutto dedicato alla poesia africana. Accompagnati dal battere dei tamburi, studenti di razze, religione e culture diverse concluderanno il loro viaggio nelle diversità. Sperimentare la diversità non significa evidenziare il "diverso" e lasciarlo tale. Ma riconoscerlo come altro "Io", simile e diverso. E che integrazione sia. Ma non solo per un giorno o per una notte. Perché la diversità è una ricchezza. Elisa Pizzillo (13 marzo 2003)
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