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Attualità |
Sarà veto? Onu, Russia ferma sul no al conflitto Schroeder: "Rappresenterò la Germania al Consiglio" Siamo arrivati alla resa dei conti, ma ancora non è stata detta l'ultima parola. Schierati i due fronti pro e contro la guerra, da una parte all'altra del mondo si rincorrono i capi di stato e di governo sulla prossima votazione della seconda risoluzione. Mosca annuncia la conferma del veto, Bush si dice "dispiaciuto". Il cancelliere tedesco dichiara a sorpresa di voler essere presente al Consiglio di sicurezza per pronunciare il no della Germania Alla vigilia del possibile voto sulla risoluzione delle Nazioni Unite, il cancelliere tedesco Schroeder fa il balzo da leone e si sbilancia apertamente. Al voto sulla seconda risoluzione ci sarà lui a rappresentare la Germania, dice. Il suo è un "no" imperativo alla guerra, senza alcuna possibilità di ritorno. Un "no" in cui si gioca anche il suo recupero d'immagine sul fronte interno. Sarebbe la prima volta nella storia del Palazzo di Vetro che un cancelliere tedesco partecipa a una riunione del Consiglio di sicurezza. Nel frattempo, Mosca sembra sempre più decisa a esercitare il suo diritto di veto. "Molto dispiaciuto" per la decisione russa, il presidente americano George Bush. E l'Italia? II ministro della Difesa Martino risponde a D'Alema sul conflitto: "Io darei via libera" dice. Ma aggiunge: "Non siamo tenuti a dare le nostre basi e il supporto logistico agli Usa". Pericoloso punto di divisione alle Nazioni Unite. Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Bulgaria da una parte. Dall'altra, Francia, Germania, Russia e Cina. Più gli indecisi e gli astenuti, il Pakistan, in questo caso. Drammatici giochi di poker. La posta: la guerra o la pace in Iraq. "Un attacco unilaterale contro Saddam - sostiene il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan - "non sarebbe in conformità con la Carta delle Nazioni Unite". Parigi, Mosca e Berlino, inoltre, continuano a chiedere più tempo per gli ispettori e bocciano l'ipotesi di ultimatum come preludio a una guerra, che la bozza di risoluzione a loro dire conterrebbe. Ribadiscono anche e soprattutto il monopolio dell'Onu per la decisione finale sul conflitto in Iraq. Ma intanto, tutto è pronto per l'attacco. Notati anche nel Nord dell'Iraq, movimenti di truppe irachene vicino ai campi petroliferi di Kirkuk. Le truppe starebbero piazzando esplosivi, nei pressi dei pozzi. A indicarlo sarebbero state fonti del Pentagono, citate dalla Cnn. Elisa Pizzillo (10 marzo 2003)
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