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Convegni e congressi - Lettere e Filosofia

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ll linguaggio segreto degli spazi sacri
Riprodurre l'ordine cosmico. Era questa la grammatica segreta del linguaggio parlato da opere architettoniche di epoche e regioni tra loro lontane. E il sole, la divinità adorata, ne rappresenta il verbo. Dalle antiche costruzioni preistoriche alle cattedrali gotiche

Il sole, il creato, l'ordine cosmico. È ciò che sin dalle origini l'uomo ha tentato di eguagliare nell'edificazione degli spazi sacri. Gli elementi del cosmo erano rifermenti precisi e puntuali nell'articolazione di uno spazio, che consacrato alla divinità, ne doveva essere specchio, il simbolo dell'ordine e dell'armonia cosmiche. Col fine di ricreare su questa terra il Tempio Celeste.
Scorrendo le opere architettoniche di epoche lontane nel tempo nello spazio è curioso scoprire una simbologia latente, che ritrova espressione in popoli e civiltà diverse, di ogni tempo e luogo.
Dai recinti megalitici della Britannia, agli antichi templi, passando per le piramidi egizie fino al gotico cristiano, l'armonia costruttiva parla un unico linguaggio simbolico. E il sole ne è il verbo.
Fonte invisibile di vita, e massimo comune denominatore nell'edificazione degli spazi sacri per civiltà diverse. Se all'inizio il tempio poteva essere un sito fornito dalla natura, come un monte, una grotta, un bosco sacro, ben presto si è sentita la necessità di erigere delle costruzioni che potessero esprimere meglio il simbolismo sacro e divenire così immagini incontaminate dell'universo visibile e invisibile. Se gli antichi templi sorgevano nella zona orientale, quella della luce e della vita, il riferimento al sole, nel gotico si esprime nella metafisica della luce, che viene riportata all'interno della chiesa.
Un'unica divinità, quindi. Scopriamo infatti che il sole, dietro un politeismo appparente e diffuso, fosse l'unica divinità adorata. In realtà - spiega Alessandro Mazzucchelli dell'Associazione Archeosofica di Siena &endash; le religioni erano essenzialmente monoteiste da un punto di vista esoterico (per pochi). Il riferimento all'astro solare nella delimitazione degli spazi sacri era da ricondurre a una tradizione sapienziale arcaica, patrimonio di una ristretta cerchia di sacerdoti. Il primo atto per la creazione di un tempio è infatti un atto sacerdotale. Separare lo spazio sacro da quello profano, renderlo puro per rendere possibile l'epifania del divino. Per i sacerdoti esisteva un unico dio, identificato con l'astro solare &endash; aggiunge Mazzucchelli &endash; che aveva diverse manifestazioni. Che per il popolo diventarono vere e proprie personificazioni, altri dei, dal punto di vista essoterico (per la divulgazione). E il monoteismo essenziale si ridusse essotericamente in mero politeismo".
Non è la prima volta che un sapere in possesso degli eletti, viene per così dire "volgarizzato" per renderlo accessibile al popolo. Frequenti, anche, i casi di commistione tra elementi cristiani e pagani. Come per esempio nel portale di Chartres. "Anche qui ritroviamo la figura del sole, il Cristo &endash; ci spiega il prof.Mazzucchelli &endash; circondato dai quattro evangelisti, che nel portale vengono raffigurati come 4 segni zodiacali: (nell'immagine, partendo dall'alto alla destra del Cristo, in senso orario) L'aquila (corrispondente celeste dello scorpione, che è acquatico) è San Giovanni, quello che è volato più in alto nella fede, il toro è San Luca, il leone San Marco, l'uomo, simbolo dell'acquario(in alto a sinistra del Cristo) San Matteo. Questi 4 segni &endash; prosegue Mazzucchelli &endash;sono esattamente a 90 gradi l'uno dall'altro". E che dire della simbologia del numero dodici? Dodici i segni zodiacali come dodici erano gli apostoli. Profano e sacro, soprattutto. Perché il tempio è il santuario inviolabile, la dimora di Dio sulla terra ed ogni tempio costruito secondo le leggi del simbolismo è anche il "Centro del Mondo" dove hanno inizio e fine lo spazio e il tempo. Esso rappresenta l'unione del Cielo e della Terra, il luogo dove è possibile avere una visione spirituale completa. Questo il significato della mostra organizzata allo Steri dalla Società archeosofica di Siena.

Elisa Pizzillo


(27 febbraio 2003)

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