|
|
|
|
Cronaca universitaria
|
|
|
030225modi-damo
Lo Steri affascina i visitatori
Cresce la sete di arte e cultura
E' stata grande l'affluenza di persone nei tre giorni di visite guidate
allo Steri. Tra aprile e maggio il trecentesco palazzo, oggi sede del
rettorato, dovrebbe essere aperto con regolarità: si aspettano
le ultime autorizzazioni
Lapertura al
pubblico dello Steri ha riscosso un enorme successo. Sono state, infatti,
più di tremila le persone che tra il 15, il 16 ed il 23 febbraio
hanno visitato il trecentesco palazzo, attuale sede del Rettorato dellUniversità
di Palermo: unaffluenza che neppure gli organizzatori si aspettavano.
Il rettore, Giuseppe Silvestri, ha voluto fare questo regalo alla città
in occasione dellapertura dellAnno Accademico, una manifestazione
rispolverata dopo 18 anni e che ha visto la partecipazione
anche del Presidente della Repubblica. Lidea originaria era quella
di aprire lo Steri solo nel fine settimana del 15 e 16 febbraio, ma visto
lottimo riscontro, Silvestri ha deciso di concedere una proroga
anche per la domenica successiva.
Le visite, guidate da alcuni studenti della Facoltà di Scienze
della Formazione, coordinati dallo staff della Segreteria del rettore,
sono state fatte per gruppi di circa 40 persone, che hanno avuto la possibilità
di visitare luoghi che solitamente non sono aperti al pubblico. Girovagando
col naso allinsù per le splendide sale e respirandone latmosfera
densa di storia e vicissitudini, molti visitatori hanno chiesto quando
sarà possibile poter godere più regolarmente della solenne
bellezza di questo palazzo. Già la scorsa settimana il rettore
ha annunciato che attende le ultime autorizzazioni (già richieste)
e che si augura di poter raggiungere questo traguardo entro il mese
di aprile o al massimo maggio.
Ma per chi intanto in questoccasione non ha potuto entare allo Steri,
riproponiamo una visita per dire così
virtuale.
Partiamo dal cortile del palazzo raccontando un po della sua travagliata
storia. Il termine Steri deriva da hosterium magnum che significa
palazzo fortificato ed è proprio per questa funzione di difesa
che fu costruito. I lavori iniziarono in un periodo compreso tra il 1307
ed il 1320: non si conosce la data precisa nè il nome del costruttore.
Allepoca infatti era di maggior prestigio sapere il nome del committente
piuttosto che dellesecutore dei lavori. La famiglia che volle la
costruzione dello Steri era quella dei Chiaramonte (da qui il nome di
Palazzo Chiaramonte). Questa dinastia, di origini francesi, ebbe un tale
risalto in Sicilia nel Trecento che questo periodo è noto come
epoca chiaramontana. Lespressione ha connotazioni culturali,
politiche e architettoniche. Da quest'ultimo punto di vista si tratta
di una sapiente commistione di stile arabo-normanno, svevo e gotico. La
famiglia Chiaramonte dominò sino al 1392 quando lultimo discendente
fu decapitato in piazza Marina. Da quel momento il palazzo fu adibito
ad usi diversi: dimora reale e poi viceregia fino alla metà del
500, sede di uffici di governo e di riunioni del Parlamento siciliano
e dal 1601 base operativa del Tribunale dellInquisizione.
Ed è a questo punto che ci trasferiamo nella Sala delle Armi.
Questo luogo ospitò sino al 1782 il carcere del SantUffizio
in cui venivano rinchiusi gli eretici. Allepoca il concetto aveva
dei confini piuttosto labili: era accusato di eresia non solo chi professava
qualcosa di non ortodosso, ma anche chi aveva un handicap fisico o mentale.
Era sufficiente essere mancini o epilettici. Da notare in questa sala
sono i graffiti che sono stati fatti dai detenuti. La maggior parte hanno
contenuto religioso: si trattava per lo più di preghiere ed invocazioni.
Ma non solo: molti sono i saluti alle famiglie, i racconti delle torture
subìte, le incitazioni al coraggio e alla sopportazione. Pitrè
che fu un grande studioso di questi graffiti li definì
palinsesti dal carcere perché grazie a loro è
stato possibile conoscere la vita che i prigionieri trascorrevano tra
queste mura. E non doveva essere per niente facile. Un gancio al vertice
di un arco sembra lì apposta a ricordarcelo: i detenuti vi venivano
appesi per subire le angherie più crudeli.
Prossima tappa il piano superiore. Entriamo nella sala del prorettore
che ospita il famosissimo quadro La Vucciria di Renato Guttuso.
Il pittore lo donò allUniversità con la clausola che
fosse visibile al pubblico. Questo finora non è avvenuto molto
spesso, ma da quando lo Steri sarà aperto al pubblico sarà
spostato nella Sala delle Armi per poter essere ammirato meglio. La
Vucciria risale al 1974 e forse è lesempio migliore
della poetica di Guttuso, quella del realismo siciliano. Per chi ha conosciuto
la Vucciria quando era un mercato vivo e vivace, sembra di aggirarsi tra
le bancarelle piene di leccornie e di colori.
Dalla stanza del prorettore a quella del rettore. Dopo che gli uffici
del Tribunale si trasferirono nellattuale sede del Palazzo di Giustizia,
la Regione Siciliana tentò di accaparrarsi il palazzo, ma non vi
riuscì. Nel 1967 lUniversità ottiene dal demanio statale
la concessione gratuita e perpetua del monumento a condizione di occuparsi
del suo restauro. Nel 1985 il primo rettore si insedia nella sala Carlo
Quinto, con il suo importante soffitto ligneo del Cinquecento con decorazioni
floreali e la struttura, tipicamente rinascimentale, a cassettoni.
Ma il soffitto più prestigioso è quello della stanza dove
si conclude la nostra visita: la Sala Magna. Questo è stato interamente
dipinto tra il 1377 ed il 1380 dai pittori Simone da Corleone, Darenu
di Palermo e Cecco di Naro. Le scene rappresentate sono per lo più
tratte dallAntico Testamento, ma anche dalla tradizione dei romanzi
cavallereschi e cortesi. Figure in azione, dame e cavalieri, villaggi
e città medievali si susseguono senza soluzione di continuità
creando quello che viene considerato uno degli esempi migliori della pittura
su legno: seppur realizzato da maestri dellarte popolare, esprime
la raffinatezza di una classe emergente e dona allo Steri ulteriore motivo
di ammirazione.
Monica Diliberti - Daniela Mogavero
(25 febbraio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|