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Facoltà di Agraria

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Un'automobile a idrogeno per non inquinare

"L'idea è quella di utilizzare l'idrogeno in agricoltura, per risparmiare gasolio e non inquinare". Sono le parole del professore Giuseppe Alonzo che a scopo dimostrativo, durante le sue lezioni, si avvale di un modellino di automobile in grado di convertire l'energia elettrica in idrogeno e questo in energia per la locomozione

Il dipartimento di Ingegneria e tecnologie agro-forestali con la sua attività di studio sta cercando di applicare i principi di ecosostenibilità alla produzione agricola. "Una delle idee a cui lavoriamo è quella di utilizzare l'idrogeno per risparmiare gasolio e non inquinare" dice il professore Giuseppe Alonzo, docente di Chimica agraria. A scopo dimostrativo, durante le sue lezioni, il professore si avvale di un modellino di automobile a idrogeno messo a disposizione dalla ML Systems dell'ingegnere Maurizio Lino.
La macchinina serve a far vedere come l'idrogeno possa essere sfruttato per conservare l'energia elettrica, ottenuta, per esempio, dal sole mediante un pannello fotovoltaico, da utilizzare in un secondo momento per la locomozione. Si tratta, insomma, di un'automobile che cammina grazie al sole, conservando l'energia solare sotto forma di idrogeno.
In particolare, spiega il professore Alonzo, "il modellino è in grado di convertire l'energia elettrica in idrogeno e ossigeno e di utilizzare la reazione di questi stessi gas per ottenere, con un piccolo motore elettrico, il movimento. Il cuore di questo sistema dimostrativo è una speciale fuel cell che svolge la duplice funzione di elettrolizzare l'acqua e di bruciare idrogeno e ossigeno producendo energia elettrica. L'automobilina, pertanto, utilizza acqua distillata per la produzione di questi due gas e acqua è anche il prodotto della combustione. Si tratta, quindi, di un meccanismo assolutamente non inquinante. Dovrebbe essere questo, in futuro, il traguardo da raggiungere nel campo della locomozione".
L'utilizzo a scopo dimostrativo della macchinina si inserisce in un processo di sviluppo di progetti di ricerca da parte del dipartimento nel campo dell'utilizzo di energie ecocompatibili in agricoltura, in particolare dell'idrogeno. "In questo momento il dipartimento I.T.A.F. sta sviluppando i suoi progetti grazie all'utilizzo dei fondi del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca insieme con altri partner scientifici e imprenditoriali".
A fine marzo, inoltre, il dipartimento presenterà nell'ambito del VI Programma quadro Research and Development della Commissione europea due proposte di progetti di ricerca riguardanti i sistemi di energie rinnovabili in agricoltura. In particolare, il primo di tali progetti è volto allo studio dell'utilizzo di idrogeno nel riscaldamento di serre per colture protette. Del sistema che produce idrogeno dall'energia solare tramite pannelli fotovoltaici combinati a un elettrolizzatore verranno studiate la fattibilità, le potenzialità e l'adattabilità alle diverse colture prodotte in serra. I progetti di ricerca si occuperanno, inoltre, di studiare le potenzialità delle risorse geotermiche nel riscaldamento di serre e locali ad uso civile. Grazie all'energia geotermica, infatti, le correnti di acqua calda che scorrono nel sottosuolo possono essere utilizzate per ottenere energia rinnovabile a basso costo. L'Italia e la Sicilia in particolare sono ricche di siti geotermici. Sciacca, Termini Imerese, Segesta, Montevago sono, infatti, tra i siti più importanti dell'Isola.
Gabriella Giammanco

(24 febbraio 2003)

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