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Facoltà
di Agraria
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030224gagi
Un'automobile a idrogeno per non inquinare
"L'idea è quella
di utilizzare l'idrogeno in agricoltura, per risparmiare gasolio e non
inquinare". Sono le parole del professore Giuseppe Alonzo che a scopo
dimostrativo, durante le sue lezioni, si avvale di un modellino di automobile
in grado di convertire l'energia elettrica in idrogeno e questo in energia
per la locomozione
Il dipartimento di Ingegneria e tecnologie
agro-forestali con la sua attività di studio sta cercando di applicare
i principi di ecosostenibilità alla produzione agricola. "Una
delle idee a cui lavoriamo è quella di utilizzare l'idrogeno per
risparmiare gasolio e non inquinare" dice il professore Giuseppe
Alonzo, docente di Chimica agraria. A scopo dimostrativo, durante le sue
lezioni, il professore si avvale di un modellino di automobile a idrogeno
messo a disposizione dalla ML Systems dell'ingegnere Maurizio Lino.
La macchinina serve a far vedere come l'idrogeno possa essere sfruttato
per conservare l'energia elettrica, ottenuta, per esempio, dal sole mediante
un pannello fotovoltaico, da utilizzare in un secondo momento per la locomozione.
Si tratta, insomma, di un'automobile che cammina grazie al sole, conservando
l'energia solare sotto forma di idrogeno.
In particolare, spiega il professore Alonzo, "il modellino è
in grado di convertire l'energia elettrica in idrogeno e ossigeno e di
utilizzare la reazione di questi stessi gas per ottenere, con un piccolo
motore elettrico, il movimento. Il cuore di questo sistema dimostrativo
è una speciale fuel cell che svolge la duplice funzione di elettrolizzare
l'acqua e di bruciare idrogeno e ossigeno producendo energia elettrica.
L'automobilina, pertanto, utilizza acqua distillata per la produzione
di questi due gas e acqua è anche il prodotto della combustione.
Si tratta, quindi, di un meccanismo assolutamente non inquinante. Dovrebbe
essere questo, in futuro, il traguardo da raggiungere nel campo della
locomozione".
L'utilizzo a scopo dimostrativo della macchinina si inserisce in un processo
di sviluppo di progetti di ricerca da parte del dipartimento nel campo
dell'utilizzo di energie ecocompatibili in agricoltura, in particolare
dell'idrogeno. "In questo momento il dipartimento I.T.A.F. sta sviluppando
i suoi progetti grazie all'utilizzo dei fondi del ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca insieme con altri partner scientifici
e imprenditoriali".
A fine marzo, inoltre, il dipartimento presenterà nell'ambito del
VI Programma quadro Research and Development della Commissione europea
due proposte di progetti di ricerca riguardanti i sistemi di energie rinnovabili
in agricoltura. In particolare, il primo di tali progetti è volto
allo studio dell'utilizzo di idrogeno nel riscaldamento di serre per colture
protette. Del sistema che produce idrogeno dall'energia solare tramite
pannelli fotovoltaici combinati a un elettrolizzatore verranno studiate
la fattibilità, le potenzialità e l'adattabilità
alle diverse colture prodotte in serra. I progetti di ricerca si occuperanno,
inoltre, di studiare le potenzialità delle risorse geotermiche
nel riscaldamento di serre e locali ad uso civile. Grazie all'energia
geotermica, infatti, le correnti di acqua calda che scorrono nel sottosuolo
possono essere utilizzate per ottenere energia rinnovabile a basso costo.
L'Italia e la Sicilia in particolare sono ricche di siti geotermici. Sciacca,
Termini Imerese, Segesta, Montevago sono, infatti, tra i siti più
importanti dell'Isola.
Gabriella Giammanco
(24 febbraio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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