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Attualità |
Congo, 64 decessi per febbre È ufficiale, ormai. L'epidemia che da inizio gennaio colpisce il nord della Repubblica del Congo è "ebola". Lo conferma il ministero della Sanità congolese, precisando che il numero dei decessi continua a salire e stando all'ultimo resoconto diffuso ieri al momento sono 64 le persone morte. A fugare tutti i dubbi sulla natura della febbre emorragica sono stati i risultati delle analisi effettuate sui campioni di sangue prelevati nei giorni scorsi. La verifica è avvenuta nei laboratori di Libreville (Gabon) una delle pochissime strutture al mondo, non arrivano a dieci, in grado di gestire l'ebola. Le autorità sanitarie congolesi ritengono che l'epidemia sia esplosa il 4 gennaio scorso nella regione della Cuvette occidentale (zona settentrionale del Paese). I più colpiti al momento sembrano essere due piccoli villaggi, Kelle e Mbou, situati 800 chilometri a nord di Brazzaville. Nell'ultimo bollettino diffuso dal ministero della sanità si specifica che Kelle, con almeno 53 decessi su 63 casi registrati, rappresenta l'emergenza maggiore. Sul posto sono al lavoro da giorni la squadra di esperti inviata dal governo di Brazzaville e quella mandata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che si trovano ad operare in condizioni estremamente difficili sia a causa dell'isolamento delle zone interessate dall'epidemia che per la scarsa collaborazione della popolazione locale che si rifiuta di cooperare, attribuendo proprio allo staff medico il dilagare della malattia. Il governo di Brazzaville e i responsabili dell'Oms hanno anche lanciato un appello alla comunità internazionale affinché vengano stanziati al più presto fondi di emergenza per combattere il diffondersi di ebola. In attesa degli aiuti, le autorità congolesi hanno già provveduto a mettere in quarantena i casi contagiati riscontrati finora allestendo una speciale tendopoli. Intanto il confinante Gabon ha deciso di innalzare il livello di sicurezza nella zona frontaliera per arginare l'epidemia. Libreville, che nei giorni scorsi aveva inviato nelle provincie nordorientali gabonesi alcune squadre mediche per avvertire la popolazione del nuovo rischio, ha deciso di chiudere la frontiera con la Cuvette occidentale. Mauro Di Gregorio (19 febbario 2003)
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