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Sicilia
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030219damo
Scoperte cinque "gallerie clandestine"
I
carabinieri del nucleo Tutela patrimonio artistico di Palermo hanno scovato
in Calabria, Lombardia e Lazio delle vere e proprie mostre private all'interno
di case di affermati professionisti. Le opere sono tutte di origine siciliana
Dopo
un'indagine di circa un anno è stato scoperto un tesoro di opere
d'arte scomparse, tutte di origine siciliana. Sono cinque le collezioni
ritrovate dal nucleo Tutela patrimonio artistico di Palermo in Calabria,
Lombardia e Lazio, in casa di professionisti e commercianti che avevano
allestito delle vere e proprie gallerie private d'arte sacra nei loro
salotti.
Gli investigatori, dopo una lunga indagine, hanno recuperato una ventina
di oggetti sacri tra calici in oro e argento, reliquiari e ostensori,
che erano stati rubati da alcuni comuni siciliani. Erano state colpite
dai furti la chiesa Madre di Centuripe (Enna) nel 1987, la chiesa Madre
di Mongiuffi Melia (Messina) nel 1980 e la chiesa di Sant' Agostino di
Naro (Agrigento) nel 1991.
I musei clandestini sono stati localizzati in provincia di Cosenza, a
Roma e a Milano.
I
cinque 'titolari' sono stati denunciati dai carabinieri con l' accusa
di ricettazione di oggetti di interesse storico-artistico. Nel corso delle
indagini è stato accertato il metodoi utilizzato per far perdere
le tracce dei reperti sacri. Gli oggetti, una volta rubati dalle chiese,
venivano sottoposti ad una "ripulitura" con opportune contraffazioni
documentali e a numerosi passaggi di mano, anche in tempi diversi, per
rendere difficile la loro attribuzione rispetto ai luoghi di provenienza.
Daniela Mogavero
(19 febbraio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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