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Primo piano: interni

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L'Istat corregge l'inflazione di gennaio: prezzi in salita
L'Istituto di statistica, in seguito alle denunce dell'Intesa delle associazioni dei consumatori, ha corretto il dato dell'inflazione di gennaio dal 2,7% al 2,8%

L'Istat ammette di aver sbagliato le rilevazioni dei prezzi. In particolare in un comunicato afferma che nel capitolo "servizi sanitari e spese per la salute, è presente un errore nella componente del prezzo dei farmaci". Così corregge il dato dell'inflazione di gennaio al 2,8 per cento (mentre quello diffuso precedentemente era del 2,7 per cento). La correzione è avvenuta anche in seguito alle proteste delle varie associazioni dei consumatori che ora non si accontentano solo della correzione del dato e delle scuse dell'Istat, ma vanno oltre: "Non basta ammettere l'errore - afferma presidente dell'Adusbef Elio Lannutti a nome dell'Intesa - perché chissà quali altri errori si sono verificati e sono sfuggiti alle associazioni dei consumatori. Chiediamo che la cupola Istat vada a casa".
L'errore che era stato segnalato dall'Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) è stato provocato dal fatto che l'Istat, in sostanza, avrebbe anticipato l'effetto positivo sul mese di gennaio di dati che, viceversa, sarebbero stati computati nella rilevazione di febbraio.

Non sono solo le associazioni dei consumatori a volere maggiore chiarezza; il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, chiede "quali iniziative il governo vuole assumere per correggere i dati macroeconomici, e venire così incontro al rispetto della politica dei redditi e del controllo di tutte le variabili inflattive, per consentire il mantenimento del valore reale delle retribuzioni attraverso i contratti".
Salvatore Butera
salvobutera@libero.it

(19 febbraio 2003)

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