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Attualità
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Corea, strage nella metropolitana Le vittime del rogo sono 134 Un gigantesco rogo si è sviluppato in un vagone del metrò. I morti sono 134, oltre 150 i feriti : è accaduto a Taegu, terza città più grande del Paese. Arrestato un uomo accusato di aver gettato nel convoglio un contenitore in fiamme E' una tragedia di enormi proporzioni quella che si è consumata a Taegu, nella Corea del sud: 100 persone sono morte, e oltre 150 sono rimaste ferite, in un'incendio che si è sviluppato all'interno di un vagone della metropolitana. A bordo, in quel momento, c'erano circa 600 persone, che sono rimaste intrappolate dalle fiamme e dal fumo, perché le porte della metropolitana erano appena state chiuse ermeticamente per la partenza. La polizia ha arrestato un uomo, di circa 50 anni: alcuni testimoni lo avrebbero visto dare fuoco ad un contenitore di cartone, e poi gettarlo nel convoglio. L'uomo ha precedenti di ricovero per malattie mentali. Il bilancio delle vittime potrebbe salire ancora, anche perché mancano all'appello 99 persone. Le fiamme si sono propagate immediatamente nel convoglio pieno di passeggeri. I vigili del fuoco sono stati a lungo impegnati a domare le fiamme, che hanno invaso tutti i sotterranei della stazione della metropolitana. E un forte vento, che alimenta il rogo e un denso fumo, rende difficoltose le operazioni di soccorso. Taegu è la terza città più grande della Corea del sud, a circa 200 chilometri da Seul. Erano circa le 10, ora locale (l'una di notte in Italia) quando le fiamme sono divampate; in quel momento a bordo della metropolitana c'erano circa seicento persone, imprigionate dal fumo e dalle fiamme. Alcuni testimoni hanno detto che molti passeggeri non sono riusciti a mettersi in fuga perché le porte di sicurezza erano state appena chiuse per la partenza del convoglio. "Chi non è riuscito a scappare in tempo è in condizioni disperate" ha detto all'agenzia di stampa locale "Yonhap" un ufficiale di polizia, che si trova all'ospedale dell'Università di Kyungpook, dove è stata allestita la sala d'emergenza. Giuseppe Troncale (18 febbraio 2003)
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