|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Attualità
|
|
030218gagi La tradizionale attività di pesca
marittima praticata in Sicilia e quella, più recentemente diffusa,
di allevamento di pesci sono le aree di ricerca del progetto triennale
formulato dal dipartimento di Economia dei sistemi agro-forestali. La
pesca e lacquacoltura in Sicilia: modelli di sviluppo sostenibile
e impatto delle politiche di settore è il titolo della ricerca
che terminerà il primo ottobre del 2003 e che sta analizzando il
settore ittico siciliano nelle sue due articolazioni produttive. La ricerca,
che si riconduce al progetto nazionale Le interazioni tra settore
ittico e ambiente finanziato dal Ministero delle Politiche agricole
e forestali, è svolta da ununità operativa coordinata
dal professore Salvatore Tudisca, preside della facoltà di Agraria.
Il lavoro svolto fino ad ora nei due ambiti di ricerca è stato
molto vasto. Tra i dati rilevati è sicuramente da sottolineare
il non indifferente sviluppo dellacquacoltura in Sicilia. Nel 93,
infatti, le imprese di allevamento di pesci erano solo cinque, oggi sono
diventate circa ventotto. La maggior parte di queste è localizzata
nella provincia di Trapani, soprattutto a causa della presenza delle saline.
Le vasche più profonde e meno salate, le fridde, sono,
infatti, utilizzate per lallevamento di specie quali spigole e orate,
che sono anche quelle generalmente allevate dal resto delle imprese siciliane.
Per quanto riguarda lacquacoltura il gruppo di ricerca del dipartimento
E.S.A.F. ha svolto unaccurata rilevazione delle caratteristiche
strutturali, tecniche ed economiche di tutte le realtà produttive
attive in Sicilia negli anni 2000, 2001 e 2002. Da tale indagine è
emersa una certa vitalità del mercato, che ha visto lingresso
di un buon numero di imprese che si avvalgono di impianti per lallevamento
ad elevato contenuto tecnologico. Un aspetto particolarmente interessante
e degno di approfondimenti - dice la dottoressa Valeria Borsellino che
fa parte del gruppo di ricerca del dipartimento E.S.A.F. - è la
presenza di imprese di impianti, già realizzati o in corso di realizzazione,
per lallevamento in mare del tonno rosso. Questa innovazione di
processo e di prodotto importata dal Giappone, il principale consumatore
mondiale di tonno rosso, rappresenta attualmente la nuova frontiera dellacquacoltura
siciliana, determinando unalta quota di valore aggiunto al prodotto
e un altissimo tasso dincremento occupazionale per la gente che
lavora in mare. Senza contare che lallevamento del tonno risulta
molto redditizio, dato che anche gli enormi pescherecci giapponesi giungono
in Sicilia per la mattanza dei grossi pesci allevati in gabbie off-shore.
NellIsola esiste anche un allevamento in acqua dolce di trote, allevate
in vasche di cemento in una località in provincia di Siracusa.
Con riferimento alla pesca marittima i ricercatori del dipartimento hanno
condotto unapprofondita analisi conoscitiva delle principali marinerie
siciliane, come quelle di Mazara Del Vallo, Porto Empedocle e Sciacca,
coinvolgendo le autorità portuali, i mercati ittici, le associazioni
di categoria, le organizzazioni di armatori. Per ogni marineria
- conclude Valeria Borsellino - sono state rilevate le caratteristiche
della flotta peschereccia, le principali infrastrutture, i sistemi di
pesca adottati, gli effetti delle politiche nazionali e comunitarie. Il
quadro dellattività peschereccia siciliana emerso consentirà
di valutare le problematiche del settore, individuare alternative professionali
per i pescatori, valutare limpatto economico ed ecologico del fermo
biologico. Tutto ciò, nella prospettiva di fornire indicazioni
utili per gli operatori del settore al perseguimento di redditività
compatibili con una buona qualità di vita e uno sviluppo effettivamente
sostenibile per tutti.
|