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030214mule
Il mondo scende in piazza contro la guerra
Si svolgerà domani in 528 città del mondo, la più
possente manifestazione di protesta della storia. Da Città del
Capo a Istanbul, da Taipei a San Paolo, milioni di persone uniti da un
unico obiettivo: dire no alla guerra
Il mondo in piazza per gridare no
alla guerra. Si svolgerà domani, 15 febbraio, la più importante
manifestazione di protesta della storia che coinvolgerà ben 528
città. Soltanto in Europa è prevista in 25 Paesi, da Londra
a Parigi, da Berlino a Roma, mentre, nel resto del mondo la protesta si
estenderà da Città del Capo a Istanbul, da Taipei a San
Paolo. Da una parte allaltra dellOceano, da un continente
allaltro, saranno in milioni uniti da un unico obiettivo. Nella
capitale inglese la protesta assumerà un significato particolare,
considerato che la Gran Bretagna è, insieme agli Usa, il Paese
più determinato allintervento militare in Iraq. E proprio
a New York, la città toccata dagli attacchi dell11 settembre
e divenuta simbolo della lotta al terrorismo, si svolgerà unimponente
manifestazione.
Una protesta che va al di là delle appartenenze religiose, delle
civiltà, del colore politico. Coinvolte centinaia di associazioni
internazionali impegnate nella difesa dei diritti umani e della pace internazionale.
La proposta di manifestare in tutte le piazze del mondo arriva dal Social
Forum di Firenze, dove si è svolta una prima possente marcia contro
lintervento militare in Iraq. Una scelta che è stata la conclusione
più significativa del Forum e che vede ora coinvolte organizzazioni
come Bastaguerra (il gruppo nazionale dei Social Forum), Tavola della
pace, Un ponte per..., Giuristi contro la guerra, Rete Lilliput e molte
altre.
Tra le capitali coinvolte non poteva mancare la città simbolo dellimminente
guerra, Baghdad. La manifestazione nella città di Saddam è
organizzata dal movimento Un ponte per Baghdad e dallassociazione
statunitense Voices in the wilderness. Le immagini della protesta,
da Baghdad a New York, alle principali piazze internazionali, saranno
trasmesse su megaschermi in Piazza san Giovanni a Roma.
Oggi, intanto, gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla riunione
del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in programma per questo
pomeriggio, mentre la Russia ha ribadito di essere contraria a una nuova
risoluzione sulla crisi irachena.
Antonella Mulé
(14 febbraio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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