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Valvole difettose, prosegue l'inchiesta
Bloccato l'appalto di altre 400 protesi
Si allarga lo scandalo che sta allarmado decine di pazienti, mentre Dino Casarotto, il direttore della clinica universitaria e del centro di Cardiochirurgia dell'ospedale di Padova, da ieri si trova nel carcere padovano Due Palazzi

Continuano a Padova le indagini sullo scandalo delle valvole cardiache brasiliane. Il direttore della clinica universitaria e del centro di Cardiochirurgia dell'ospedale, Dino Casarotto, è rinchiuso da ieri nel carcere padovano Due Palazzi. Su di lui grava l'accusa di corruzione dal momento che, secondo gli investigatori, avrebbe ricevuto mazzette per servirsi di valvole provenienti dal Brasile. Le stesse che anche a Torino erano risultate difettose. Il chirurgo, inoltre, sarebbe indagato anche per omicidio colposo. La vittima potrebbe essere un paziente a cui nel febbraio del 2002 era stata impiantata una valvola, sicuramente difettosa, per cui Casarotto dovrà rispondere del decesso dell'uomo. L'inchiesta, al momento, come primo effetto, avrebbe bloccato un nuovo appalto di circa 400 valvole a Padova e gli inquirenti dovranno adesso accertare se vi siano state irregolarità anche in questo caso. Ad incastrare il chirurgo di Padova, sono state le confessioni di un imprenditore, Vincenzo Sartori. Lo stesso che con le sue dichiarazioni aveva fatto finire in manette il primario torinese, Michele Di Summa. L'accusa è sempre la stessa, i due chirurghi avrebbero accettato mazzette, impegnandosi ad impiantare le valvole brasiliane, che hanno messo a rischio la salute di decine di pazienti. Casarotto dovrà dunque rispondere dell'accusa di corruzione continuata in concorso con Sartori. Se a Torino l'imprenditore avrebbe versato quasi mezzo miliardo di vecchie lire per una prima fornitura di 300 valvole, a Padova, città dove vive, Sartori avrebbe pagato ai primari, prima mezzo milione di lire per ogni apparecchio istallato, poi sarebbe stato costretto, dalle richieste, ad alzare il prezzo fino a raddoppiarlo. Denaro che, stando sempre al racconto dell'imprenditore, passavano di mano durante incontri segreti in anonimi bar di periferia. Il primario, secondo l'accusa, avrebbe comprato valvole importate dalle ditte For.Med e For.Hospital.Dalle indagini, che in queste ore proseguono per accertare lo svolgimento dei fatti, emergerebbero risvolti inediti. Lo scandalo si allargherebbe sempre di più, coinvolgendo il mondo sanitario e allarmando decine di pazienti che sono stati in cura presso gli ospedali e le cliniche in cui i sospettati operavano. Sartori, servendosi di un prestanome, piazzava le valvole del "For Hospital" e anche della "For.Med".

Monica Mansueto

(14 febbraio 2003)

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