|
|
|
|
L'inchiesta
|
|
|
030214mame
Filippine, continua la guerriglia islamica
Nell'isola di Mindanao, i soldati del governo di Manila combattono
da settimane contro il gruppo Pentagon, l'ultimo di una serie di
movimenti terroristi islamici. La strada per un compromesso pacifico è
ancora lunga e lontana. Da anni,
i gruppi di guerriglieri fondamentalisti, come il famoso Abu Sayyaf, combattono
il governo legittimo delle Filippine per ottenere la formazione di uno stato
autonomo a regime teocratico islamico
E'
ancora ben lontano dal trovare una soluzione il dramma della guerriglia
islamica nelle Filippine. E con i venti di guerra che soffiano al giorno
d'oggi, c'è da dubitare che il problema si risolva nel prossimo
futuro.
Da anni, i gruppi di guerriglieri fondamentalisti, come il famoso Abu
Sayyaf, combattono il governo legittimo delle Filippine (paese a maggioranza
cattolica) per ottenere la formazione di uno stato autonomo a regime teocratico
islamico. Le loro armi sono quelle classiche del terrorismo, come attentati
e sequestri di gruppi di turisti. Ma i terroristi filippini accentuano
spesso l'orrore dei loro atti con inumane atrocità quali la decapitazione
degli ostaggi.
Il governo di Manila ha chiaramente dimostrato di non riuscire a contrastare
efficacemente il problema. Nelle zone in cui agiscono i terroristi, infatti,
le autorità filippine non hanno alcun controllo. Queste aree costituiscono
effettivamente un territorio indipendente in cui i terroristi hanno la
piena libertà di agire, praticamente indisturbati. E nei pochi
casi in cui l'esercito filippino ha potuto individuare alcuni covi dei
terroristi, la sorte di tanti gruppi di ostaggi non è stata migliore,
perché spesso sono rimasti vittima degli scontri tra i guerriglieri
e i militari. Proprio per questo, a seguito dell'11 settembre, gli Stati
Uniti hanno inviato in aiuto al governo filippino centinaia di marines
per contrastare sul campo i terroristi ed esperti per addestrare i militari
locali.
La
situazione intanto è in continua evoluzione. La presidente delle
Filippine, Gloria Macapagal Arroyo (foto a destra), recentemente
si è detta disponibile ad un cessate il fuoco con i ribelli islamici
del Milf (Fronte di liberazione islamico Moro), ma allo stesso
tempo ha precisato che la legge e lordine devono prevalere a Mindanao
(isola a forte presenza islamica). La Arroyo ha emesso un nuovo comunicato
mentre continuano ad infuriare i combattimenti tra governativi e guerriglieri
iniziati martedì scorso in alcuni territori dellisola meridionale.
Lesercito ha fatto sapere di aver ucciso nel corso delle operazioni
122 ribelli, nel tentativo di stanare gli appartenenti al gruppo terrorista
Pentagon, che il governo ritiene essere affiliato al Milf.
Il Milf è un movimento guerrigliero che conta circa 12.500
uomini ed è presente da più di 25 anni nelle Filippine meridionali.
Il gruppo islamista aveva sottoscritto un cessate il fuoco nel 1997 e
nel giugno 2001 erano iniziati i colloqui di pace con il governo di Manila.
Il Pentagon è invece un gruppo dedito soprattutto alla criminalità
comune ed formato da ex appartenenti al Milf. Il Pentagon
è stato accusato del sequestro di padre Giuseppe Pierantoni, un
missionario italiano rapito il 17 ottobre del 2001 da una commando di
uomini in armi nella parrocchia di Dimataling, a Mindanao, e successivamente
rilasciato l8 aprile del 2002.
Manlio Mezzatesta
(14 febbraio 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|