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030213sara
Crisi irachena, slitta il voto alla Camera
Si svolgerà mercoledì 19 febbraio il dibattito alla Camera sulla crisi irachena. Il centrosinistra protesta per la data: avrebbe voluto votare già oggi o domani, prima, cioè, della presentazione del rapporto degli ispettori Onu

Pier Ferdinando Casini ha deciso. Il voto parlamentare su come dovrà comportarsi d'ora in poi l'Italia rispetto alla crisi irachena ci sarà mercoledì prossimo. E sarà preceduto martedì da una nuova conferenza dei capigruppo che ne stabilirà le modalità; a partire dall'eventuale intervento nel dibattito del Presidente del Consiglio. Il Presidente della Camera ha in sostanza accolto la richiesta fatta in tal senso dalla maggioranza; e ha respinto invece l'istanza ulivista di far pronunciare l'aula di Montecitorio al più presto. Ovviamente per la Casa delle libertà si tratta di una scelta improntata al buon senso politico; visto che fra venerdì e lunedì prossimi due appuntamenti fondamentali - la nuova relazione degli ispettori all'Onu e il Consiglio europeo straordinario - potrebbero chiarire meglio la situazione internazionale riguardo ad una guerra preannunciata ma non ancora deliberata. Altrettanto ovviamente per l'Ulivo la decisione di Casini è invece un'occasione mancata per tentare di coagulare uno schieramento bipartisan intorno ad una mozione che il centrosinistra considera l'unica tesa ad evitare in tutti i modi la guerra. In questo senso sia Luciano Violante dei Ds che Pierluigi Castagnetti della Margherita hanno voluto ribadire come il loro documento punta ad impegnare il governo su due punti essenziali e secondo loro difficilmente non condivisibili: la ricerca continua di una coesione europea sull'intera vicenda irachena e lo sforzo incessante per dare più tempo a chi deve indagare sulle presunte responsabilità di Saddam Husssein. nel centrodestra però non si manca di sottolineare come un voto oggi sarebbe stato quantomeno prematuro. Per la verità la Casa delle libertà fa anche notare come la richiesta di votare sull'Iraq a tambur battente avanzata dall'opposizione autorizza molti sospetti circa la sua strumentalità a fini di politica interna. Insomma nella maggioranza nessuno ignora che alla vigilia della grande manifestazione pacifista di sabato prossimo l'Ulivo aveva bisogno di schierarsi con un voto contro la guerra.

Sara Li Donni

(13 febbraio 2003)

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