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iSicilia
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030213gici
Ciampi in Sicilia
:"Non possiamo tollerare due Italie"
"L'interesse
del Paese - sostiene il Capo dello Stato nella sua visita a Trapani -
non consente che siano ignorate le esigenze delle regioni più svantaggiate".
Servono delle leggi e dei provvedimenti adeguati e un modello di federalismo
rispettoso dello sviluppo e della modernizzazione
Prosegue la visita del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in Sicilia. Trapani la tapap di ieri,
ma per il Presidente si è trattato di un ritorno. Era stato già
nella cittadina siciliana come ministro del Tesoro.
Tanti i temi trattati dal discorso che ha pronunciato davanti al presidente
delal Regione Cuffaro, al sindaco Girolamo Fazio, al presidente della
Provincia, Giulia Adamo, al sottosegretario Antonio D'Alì e al
vescovo mosignore Miccichè. Il triste fenomeno della mafia non
ancora sconfitto, la questione del federalismo ancora tutta da definire
e la storia dell'autonomia siciliana che può esserci da modello
per conferire più ampi poteri alle Regioni. Il presidente Cuffaro
ha sottolineato la necessità di una riforma federalista che stimoli
il passaggio dal mero assistenzialismo a concrete politiche di sviluppo
e modernizzazione amministrativa. Che non è più la logica
dell'assistenzialismo a guidare gli isolani lo conferma anche il sindaco
di Trapani, Girolamo Fazio che chiede collaborazione per la costruzione,
grazie ai tanti giovani preparati, di una civiltà del progresso
rispettosa delle peculiarità siciliane. E poi ancora il vertice
politico dell'Isola chiede che la Sicilia non sia dimenticata, perchè
qui mancano le piccole opere di infrastruttura e di servizi, mancano le
leggi e i provvedimenti adeguati allo sviluppo.
Più tardi Ciampi ha pronunciato
un appello quasi accorato "L'interesse del paese non consente che
siano ignorate le esigenze delle regioni meno favorite. Non possiamo tollerare,
non intendiamo tollerare che vi sia un'Italia di serie A e una condannata
alle serie B. Noi abbiamo oggi i mezzi - ha continuato - per accellerare
i processi di convergenza verso l'alto di tutte le regioni d'Italia. E
che questo richieda una ferma volontà di collaborazione tra lo
stato centrale e le regioni diverse del Nord, del Centro e del Sud, è
fin troppo evidente".
Giusy Ciavirella
(13 febbraio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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