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Facoltà di Medicina e chirurgia

030205madiAP
A Sambuca di Sicilia check-up per 2700 anziani
Un'equipe di ricercatori dell'Università di Palermo sta conducendo nella cittadina uno studio longitudinale sotto la guida del professore Rosolino Camarda per sondare l'incidenza e l'evoluzione delle malattie nella terza età

Un’equipe di neurologi, internisti, cardiologi ed ortopedici
dell'Università di Palermo sta studiando la popolazione matura e
anziana di Sambuca di Sicilia: visita e sottopone ad una serie di
accertamenti gratuiti i circa 2700 abitanti che hanno superato i
cinquant’anni. I medici sono guidati dal professore Rosolino Camarda,
il direttore dell’Istituto di Neurologia del Policlinico
universitario di Palermo Giovanni Giaccone, e stanno portando avanti il
progetto “Zabut aging project” (“Zabut” è il nome con cui gli arabi
battezzarono la cittadina quando la fondarono nell' 830 ndr).
Si tratta di uno studio epidemiologico longitudinale delle malattie
dell’invecchiamento. L’obiettivo di questo progetto svolto in
collaborazione con il Comune di Sambuca di Sicilia è valutare la
rivalenza di alcune malattie neurodegenerative e cioè demenza
senile, stroke, parkinsonismi, tremore essenziale, depressione e
cefalee.
Quando si sceglie una località per effettuare uno studio simile ci
devono essere ragioni ben precise. “Sambuca è lontana dal mare e
geneticamente più “pulita” delle cittadine sulla costa. Inoltre è
bene organizzata dal punto di vista sociosanitario”, spiega Rosolino
Camarda.
“Da questi studi sta emergendo un dato che è in accordo con quelli
della letteratura internazionale - continua il professore -  ma mai
constatato in un paese italiano, e cioè che l’invecchiamento generale
della popolazione porta ad una maggiore incidenza delle malattie che
definiamo moderne: quelle degenerative, le vasculopatie cerebrali,
le alterazioni legate alla depressione del tono dell’umore che qui
sono particolarmente consistenti. Il dato definitivo lo avremo
quando tutti i pazienti verranno esaminati e allocati nelle singole
forme nosografiche. Il lavoro sul campo terminerà a luglio, ma l’analisi dei dati ci impegnerà per almeno un anno”.
L’equipe coordinata dal professor Camarda tornerà a visitare la
popolazione anziana sambucese fra cinque anni. “Nella possibilità di
visitare nuovamente gli abitanti cercheremo di verificare come evolveranno nel tempo le patologie che abbiamo riscontrato e come evolverà il quadro clinico dei soggetti oggi diagnosticati come "normali". Così potremo individuare i possibili fattori di rischio che possono essere eliminati.
Il lavoro effettuato dal gruppo di medici guidati dal professor Camarda viene supervisionato dal “Karolinsca Institutet” di Stoccolma dove si trova già da alcuni mesi il neurologo saccente Roberto Monastero, responsabile medico del progetto realizzato con i cinque medici di medicina generale che vi operano: Giorgio Mangiaracina, Nino Benigno, Martino Abruzzo, Giovanni Miceli e ilippo Salvato.
I primi risultati del progetto sambucese saranno presentati il 27 e
28 maggio prossimo a Palermo, in occasione di un meeting
internazionale dedicato all’Alzheimer che vedrà la presenza dei
maggiorni esperti delle università di Londra, New York, Tel Aviv,
Stoccolma, Montpeiller, Firenze, Brescia, Milano, Perugia e Palermo.
Lo "Zabut aging project" è un'iniziativa ambiziosa e importante, ma la cittadinanza anziana, oltre ad essere allettata dall'offerta di una visita medica completa e gratuita, ha condiviso l'interesse per questo progetto? La risposta dei vecchi sambucesi è stata soddisfacente, ma alcuni hanno deciso di non ripetere l'esperienza. "Non tornerei a farmi visitare per tutto l'oro del mondo", assicura nel dialetto della sua terra la signora F.M. di 83 anni. "Me ne hanno fatte di tutti i colori, esami che non mi aveva mai fatto nessuno. Inoltre mi hanno convocata alle 9 e mi hanno tenuta fino alle 13, anche se ero digiuna e dovevo tornare a casa per prendere le pillole". Per la signora F.M., timida e non più abituata a stare fuori di casa deve essere stato un "trauma". "Non capisco a cosa possano servire questi studi?", si chiede la figlia M.F.G. di 53 anni. "Non è chiaro che se l'eta media della popolazione si allunga, aumenta anche l'incidenza delle malattie della terza età? Ci volevano gli scienziati per capire una cosa tanto semplice?"

Mauro Di Gregorio

(5 gennaio 2003
)

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