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Attualità
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OMT
Fleb, "officina" di parole musica, immagini e danza
Officina Musico
Teatrale Fleb, un esperimento di poesia, musica e teatro, un
voler giocare alle forme, un'alchimia creativa che coinvolge
tutti i sensi di chi ascolta, guarda, sente. Uno spettacolo
che va al di là se stesso, mettendo da parte un modo
di comunicare ormai troppo abusatoUna realtà insolita, diversa nel panorama musicale. Una possibilità, che non è solo rumori e suoni, perché più che fare musica i ragazzi dell'Omt Fleb, l'Officina Musico Teatrale, hanno in mente uno spettacolo totale che ricombinando suoni, parole, immagini offra nuovi possibili orizzonti di senso e di emozioni. Uno spettacolo che va al di là se stesso mettendo da parte una comunicazione ormai inflazionata, per un tentativo diverso di comunicare, rinunciando agli alfabeti ormai sterili e muti di oggi ciò che resta della comunicazione.
Siamo veramente sicuri di comunicare? Abituati come siamo a
cercare un senso rassicurante per ogni cosa, a capire ad
ogni costo ciò che in realtà vuol essere solo
sentito, senza esaurirne la complessità,
dimentichiamo gli altri possibili sensi. E così
prende corpo l'idea di voler dare "melodia e rumore alle
parole, suoni e affermazioni alle immagini, senso e
significato al suono, calore e colore allo spettacolo
totale". Per una decostruzione del senso, in cui smarrirsi
non è poi così terribile, e una ricostruzione
quanto mai individuale e personalizzata."Troppo raffinati per i palchi e forse ancora acerbi per il palcoscenico", gli OMT Fleb nascono nel '98 a Gangi, un piccolo paese delle Madonie in provincia di Palermo. A fondare il gruppo, Santi Cicardo - Fleb (voce e canto) assieme a Giuseppe Sanfilippo (fisarmonica e voce) e Santo Miserendino (basso e canto), a cui si aggiungono più tardi Filippo Paternò (chitarra e canto) e Lio Serpotta (armonica) e di recente una ballerina, Silvia D'Andria. Bastano una fisarmonica, un basso, una chitarra delle basi campionate, scorrono le immagini e una voce traccia "le scie del desiderio, decostruisce le parole". Sogna e fa sognare "nuove geografie". Elisa Pizzillo (29 gennaio 2003)
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