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cultura e spettacoli
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030131mari
La lingua italiana: una ricchezza inesauribile in continua evoluzione
Vincenzo Consolo, uno dei nostri scrittori contemporanei più
importanti discute al Gonzaga delle tristi sorti della nostra lingua, destinata
a perire nell'afasico contesto della globalizzazione
"Le
parole sono scrigni da aprire per scoprire tutta la ricchezza contenuta
in esse". Lo ha detto Vincenzo Consolo durante un incontro che affrontava
il tema delle trasformazioni della lingua italiana nel tempo. Una lingua
"arlecchino", plurima e molteplice, che costringe tutti coloro
che si confrontano con essa a riflettere su di essa. Da Dante, che scrive
il De vulgari eloquentia al polifonico Gadda, all'originale Pizzuto,
allo sperimentalista Verga, al rivoluzionario Pasolini, all'avanguardista
gruppo 63. Li cita tutti Consolo come esempi di grandi artefici della
manipolazione linguistica, per arrivare a se stesso, che distaccandosi
dal codice linguistico centrale sprofonda nelle radici greche, latine,
arabe e spagnole per ridare dignità filologica al siciliano. Non
è regressione dall'italiano, nè il preziosismo fine a se
stesso di cui lo hanno accusato alcuni critici letterari, che egli etichetta
sommariamente come "piccoli funzionari delle case editrici",
ma è un passaggio dal piano dell'ufficialità della lingua
al piano della comunicazione. Esiste, infatti, una dimensione sonora nella
lingua, una dimensione polifonica e significante, che significa al di
là dei significati logici, che è fatta di legami, di assonanze
e che vive dentro un contesto che le attribuisce senso. E' con viva preoccupazione
che lo scrittore esamina le bistrattazioni cui la nostra lingua è
oggi continuamente sottoposta: dagli apporti incontrollati dell'inglese
alle parole ridotte a segni negli sms fino ad arrivare a quello che egli
definisce "un cespuglio di scrittori mediatici" che fa del romanzetto
poliziesco il best-seller del momento. La tendenza odierna è quella
di vivere un eterno presente all'interno di un continuo flusso mediatico
fatto di luci, colori, rumori...in cui il senso critico di ognuno non
trova più spazio per esprimersi. "Uscite dalla caverna platonica
- è il monito di Consolo ai giovani del Gonzaga - non vivete del
riflesso mendace delle cose, ma vivete le cose con quanto più spirito
critico possibile. Non dimenticatevi del passato, non fatevi spossessare
dalla vostra lingua, che è memoria di ciò che siamo. Se
sappiamo da dove veniamo, probabilmente sapremo pure dove vogliamo andare..."
Maria Catena Salerno
(31
gennaio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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