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Cronaca
universitaria
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030109elpiAp
L'Università
adotta il "manager"
Ultimo nato nel
mondo universitario, il manager didattico è la figura
prevista per i corsi di laurea CampusOne come mediatore dei
processi formativi. Parla Roberta Maniaci, neomanager
didattica del corso di laurea di Lingue e culture
moderne
Università e mondo del lavoro sono più vicini.
O almeno sembra che stiano per diventarlo. Lelemento
collante dovrebbe essere il manager didattico, nuova figura
adottata allinterno dellAteneo palermitano dai
cinque corsi di laurea che hanno aderito al progetto
CampusOne.
Lobiettivo è rendere la didattica universitaria
più ricettiva nei confronti delle esigenze del mondo
del lavoro, più pronta ai bisogni delle imprese.
A introdurre questa figura sono i seguenti corsi di laurea
di primo livello: Lingue e culture moderne, Ingegneria
informatica, Pianificazione territoriale, urbanistica e
ambientale, Statistica per la gestione e lanalisi dei
dati e, infine, Scienze ambientali. Novità che
dovrebbe rendere innovativo e ricco di prospettive il futuro
della didattica universitaria. I manager sono cinque in
tutto e sono tutte donne, più una manager
dAteneo, supervisore e coordinatrice.
Roberta Maniàci è la manager didattica del
corso di laurea in Lingue e culture moderne della
facoltà di Lettere e Filosofia.Questa figura
è stata concepita come una sorta di figura cuscinetto
allinterno dellUniversità e trait
dunion tra Università e mondo del lavoro,
rappresentato da tutte quelle imprese che potrebbero
potenzialmente diventare lo sbocco naturale e immediato per
i laureati triennali senza dover proseguire gli studi con
lauree di 2° livello o scuole di specializzazione",
descrive così le finalità e i compiti
demandati al ruolo che ricopre. "Si offrirebbe quindi
unopportunità in più - aggiunge - .Le
finalità si concretano nellapporto dato alla
riconfigurazione della didattica ai fini
dellinserimento immediato dei laureati nel mondo del
lavoro. Diversi gli strumenti di cui disporre, tra cui
anche la possibilità di stage presso le aziende.
Il neonato manager didattico svolge il suo lavoro a contatto
con i docenti, suggerendo una possibile ridefinizione dei
programmi che risponda alle richieste del mondo del lavoro.
Passo preliminare e presupposto del suo lavoro è il
dialogo con le imprese. La parola dordine:
auscultare i ritmi, i segnali e i rumori
che da esse provengono e cinque corsi di laurea sono ora
dotati di un fonendoscopio.
E non mancano le prime iniziative. Per restare al corso di
laurea in Lingue e culture moderne è in cantiere il
progetto di un laboratorio linguistico abilitato a
rilasciare le certificazioni che attestano a livello
internazionale la conoscenza di una lingua straniera.
Queste certificazioni &endash; spiega la Maniaci
&endash; sono rilasciate da Istituti linguistici europei.
Finora, chi ha voluto conseguire il titolo &endash; continua
&endash; doveva recarsi nei centri linguistici convenzionati
e sostenere lesame per la lingua scelta, e gli alti
costi che esso comporta. Adesso, con la prossima creazione
del laboratorio, gli iscritti a Lingue e culture moderne
potranno durante il cursus di studi sostenere lesame
presso questo laboratorio, con in più un contributo
economico - grazie a CampusOne - per pagare una parte del
costo dellesame.
Il primo appuntamento è il 16 gennaio alle 16.00,
presso la facoltà di Lettere e Filosofia,
interverranno docenti ed esperti che spiegheranno cosa sono
le certificazioni internazionali, evidenziando
limportanza e gli sbocchi lavorativi offerti
allestero da questi titoli.
Interlocutore col mondo delle imprese e mediatore dei
processi formativi, il manager sinserisce in un
contesto universitario poco incline a vedere scavalcate le
sue gerarchie. Chi docet gradirà le
ingerenze di una figura direttamente presa in prestito dalle
aziende? Riuscirà il manager didattico a mediare tra
università e mondo del lavoro e a dare forma ai
laureati che le aziende ricercano? La parola ai fatti.
Elisa Pizzillo
(9
gennaio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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