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Cinema
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021219trupi
Dalla
camera dei segreti escono spettacolo e
magia
Fedeltà
al romanzo della Rowling e qualche dose in più di
paura sono le caratteristiche principali del secondo
episodio della saga del maghetto dalla cicatrice a forma di
saetta
A due settimane dall'inizio della programmazione nelle sale
italiane, il secondo film della saga del maghetto ideato
dall'inglese J. K. Rowling fa
ancora registrare il tutto esaurito. Le classifiche lo
vogliono alle spalle del trio Al, John e Jack, al secolo
Aldo, Giovanni e Giacomo in versione gangster anni '50, ma
non ci sono dubbi che chi ha assistito al primo episodio,
"Harry Potter e la pietra filosofale", ha molto apprezzato
la pił intrigante "camera dei segreti", che oltre a una dosa
maggiore di mistero e "paura", ha regalato al pubblico una
notevole iniezione di effetti speciali. Il nuovo film della
Warner Bros mantiene le promesse e le linee guida del
precedente, non tradendo soprattutto la fedeltý con
la trama originale del libro. Chi ha letto il romanzo
ha addirittura
l'impressione di aver giý visto alcune scene del
film. Come il romanzo, anche il film da' l'impressione di
esser stato fatto per un pubblico che, come i protagonisti,
ha un anno in pił rispetto all'epoca della pietra filosofale
e per questo puÚ meglio apprezzare il mistero e
affrontare la paura. Ricco e vivace, la pellicola si fa
seguire senza fatica per tutti i 160 minuti, grazie anche
agli attori, azzeccati per ciascun ruolo, che sono poi gli
stessi del primo episodio. Una nota di merito in pił va al
"cattivo" Draco Malfoy, Tom Felton, l'antagonista di Harry
Potter, che perfettamente incarna il personaggio creato
dalla scrittrice inglese. All'uscita dalle sale il pubblico
pensa giý al terzo episodio, "Harry Potter e il
prigioniero di Azkaban", che non avrý nel cast
Richard Harrys, il preside di Hogwart, Albus Silente
(Dumbledor nella versione originale) a causa della scomparsa
dell'attore, avvenuta pochi mesi fa.
Rosalia Trupiano
Per e-mail: trupi@inwind.it
(19
dicembre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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