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Scienze politiche

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L'immigrazione: non un flusso matematico, ma di destini
Il paleologo Fulvio Vassallo afferma che la politica nei confronti del fenomeno è cambiata dopo l'11 settembre, ma le soluzioni proposte spesso danneggiano i diritti fondamentali degli immigrati

“La politica dei governi europei per quanto riguarda l’immigrazione è mutata in seguito agli eventi dell’11 settembre. Ormai tutti gli stati europei riconoscono l’importanza degli immigrati per l’economia, ma si è passati da una tendenza all’apertura ad una brusca chiusura dovuta ad una crescente ossessione di sicurezza” . Lo sostiene Fulvio Vassallo, paleologo dell’Università di Palermo nel suo intervento “Disciplina dell’immigrazione e del diritto di asilo e diritti fondamentali dei migranti”, che si è svolto nell’ambito del seminario di dottorato su “diritti dell’uomo: evoluzione, tutela e limiti” alla Facoltà di Scienze politiche. Ovviamente l’11 settembre non è stato l’unico fattore che ha cambiato questa prospettiva, ma altri fattori interni, come il mutamento degli assetti politici dei vari stati europei, hanno influito su tali decisioni. Oggi si tende ad una maggiore “cooperazione tra gli stati nella lotta alla clandestinità (valutabile intorno ai tre milioni di unità nell’Unione Europea) che spesso prevede il ricorso all’accompagnamento coattivo nello stato di origine”, provvedimento che richiede però un ingente impiego di risorse umane ed economiche.
Anche l’Italia che si stava aprendo al fenomeno, riconoscendone l'assoluta necessità soprattutto nelle regioni del nord-est, ha ora approvato la legge Bossi-Fini che ha chiuso molti canali di immigrazione anche legali. Si è creata, infatti, una “sanatoria che prevede l’ingresso solo di coloro che hanno già un lavoro, prima ancora di essere nel territorio italiano, ma non l'ingresso con lo sponsor per cercare lavoro”.
“Un diritto fondamentale tipico dell’immigrato è il diritto d’asilo presente nella Costituzione italiana nell’articolo 10” e previsto per evitare che i rimpatri avvengano in paesi dove sono violati i diritti fondamentali dell’uomo. Oggi però questo diritto viene negato nei fatti, ad esempio, in Italia a giudicare sul provvedimento "è un semplice tribunale amministrativo, lo stesso che magari ha emanato il provvedimento di espulsione".
Inoltre si verificano incongruenze nell’attuazione delle stesse leggi sull’immigrazione: ad esempio con la Bossi-Fini dal momento della richiesta fino alla sentenza che la approva o la respinge, l’immigrato “si trova in una posizione - che può durare anche diversi anni - intermedia, di sopportato per cui non può essere espulso, ma non gode neanche dei diritti per poter lavorare legalmente. Da questo punto di vista (e lo afferma anche Amnesty International) le politiche securitarie adottate in Italia e in Europa sono criminogene”.
Infine,la questione dei visti d’ingresso rilasciati con estrema facilità per motivi turistici o di studio che “hanno permesso a molti terroristi di penetrare nei territori dell’Ue”; anche la tratta delle nigeriane avviene in maniera analoga.
“Le soluzioni prevedibili - conclude Vassallo - sono: una regolazione dei flussi, la possibilità di ricongiungimento familiare e soprattutto maggiori schedature e controlli informatici anche per rilasciare i visti d’ingresso. Quest'ultimo è un metodo molto efficace, ma anche costoso e pone problemi di altra natura come ad esempio la tutela della privacy”. Altra soluzione è la stipulazione di accordi di riammissione con i paesi di origine e i paesi di transito dei flussi immigratori, come quello stipulato dall’Italia nel 1997 con l’Albania. Ma soprattutto occorre tener presente che “l’immigrazione non è un flusso matematico, ma di destini di persone” che cercano di migliorare le proprie condizioni di vita.
Alcuni siti web interessanti per approfondire la questione sono:
Associazioni che studiano il fenomeno dell’immigrazione
stranieri.it
atlante.org
cespi.it
siti europei
ucodep.org
euractiv.com
europa.eu.int
siti che affrontano il problema dei rifugiati

ecle.org
unhcir.ch

Salvatore Butera

(18 dicembre 2002)

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