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Attualità
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021217mari Una forte esplosione è avvenuta stanotte,
intorno alle 23.30 nella zona del rifugio Sapienza, a quota 1900 metri,
sul versante meridionale dell'Etna. All'inizio il boato, avvertito fino
a Nicolosi, aveva fatto temere l'apertura di un nuovo cratere. L' esplosione,
che ha devastato interamente una struttura turistica del rifugio Sapienza
e che ha scatenato il panico fra la gente è stata, invece, probabilmente
causata dall'avvenuto contatto della lava incandescente con un materiale
infiammabile: potrebeb trattarsi di bomboloni di gas, di un deposito d'acqua
o forse di un trasformatore ad olio, ma per il momento sono solo ipotesi.
Le cause non sono state, infatti, ancora chiarite e sono tuttora in corso
accertamenti tecnici. L'unica certezza è che non si sono aperti
nuovi crateri a bassa quota. Lo hanno garantito la guardia forestale e
i vigili del fuoco, tuttora impegnati nei sopralluoghi. Allarmante il
numero dei feriti, salito a 32. Al centro di primo soccorso medico organizzato
dal dipartimento della Protezione civile a Piana Bottara sono state portate
23 persone ferite per ustioni, escoriazioni o lacerazioni. Tra queste
10 sono civili, 2 carabinieri, 2 vigili del fuoco, 1 guardia giurata,
2 volontari, il presidente del Cai locale e un assessore comunale di Nicolosi.
Gli altri sono stati ricoverati al Cannizzaro di Catania. La sala operativa
dei pompieri di Catania ha comunque assicurato che nessuno dei feriti
versa in gravi condizioni.
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