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Media
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021213fran
Il giornalismo? Cercatelo nei
programmi di satira
di Franco
Nicastro
Alcuni
giornali hanno dato la notizia con imbarazzato pudore, altri
con candido stupore, qualcuno con camuffata noncuranza.
Tutti hanno però capito che cera un risvolto
polemico nella decisione di dare il prestigioso premio
È giornalismo a Striscia la notizia, che
è un programma di satira non di informazione.
Detto per inciso, lautorevolezza del premio è
attestata dal fatto che della giuria fanno parte maestri del
giornalismo come Enzo Biagi e Giorgio Bocca e, fino
allanno scorso, Indro Montanelli. Perché quando
si tratta di indicare un modello di informazione vera e
dissacrante questi signori pensano ad Antonio Ricci che non
è neppure iscritto nellalbo dei giornalisti? Ma
è chiaro: premiando un tg che fa la parodia dei tg,
la giuria ha voluto farci sapere che perfino il Gabibbo e
una compagnia sgangherata sono più credibili di un
compassato giornalista televisivo. Una provocazione. I
nostri inviati &endash; ha detto Ricci a Repubblica &endash;
sono cabarettisti falliti, gente assolutamente
improponibile. I nostri conduttori sono due comici. Abbiamo
le risate finte. Il nostro opinionista è un pupazzo.
Mentre le veline ballano sul banco delle notizie.
Eppure questa televisione che sbeffeggia la televisione
riesce a sventare le truffe delle maghe e a mandare in
galera Wanna Marchi e il suo amico Mario do Nascimiento, va
a caccia delle mille inefficienze della burocrazia, denuncia
e ridicolizza le aberrazioni del potere. Insomma, fa quello
che i giornali e i programmi di informazione non hanno mai
fatto o non sanno più fare.
Striscia la notizia cresce allora sulla debolezza del
giornalismo italiano. Ne gode, ne mistifica laura di
sacralità, ne rivela limiti e vizi. E, ridendoci su,
ci fa capire meglio perché oggi la satira sia
diventata la forma migliore di informazione. O almeno la
più efficace e, come sostiene lAuditel, la
più popolare.
Non può certo sfuggire il fatto che, sulla scia
tracciata da Ricci, si va facendo strada un altro modello di
controinformazione televisiva. Ne sono cantori
le Iene che, dopo avere ridicolizzato e tartassato ministri,
sottosegretari, leader di partito, hanno cominciato a
prendere di mira imbroglioni, truffatori, adescatori di
veline, falsi volontari. Insomma tutto il popolo della tv
dellinganno. Anche loro fanno un programma di satira.
E anche loro fanno naturalmente informazione colmando il
vuoto lasciato dal giornalismo corrente. Prima o poi
qualcuno li premierà.
Tutto questo accade, ha scritto Fabrizio Randolino sulla
Stampa, perché è il panorama
desolatamente conformista, autoreferenziale e parassitario
dellinformazione in Italia (in tv e sui giornali) a
far risaltare come una stella di prima grandezza ciò
che in realtà dovrebbe appartenere alla normale
amministrazione di un sistema dei media efficiente ed
efficace.
Le abbiamo già sentite queste critiche che peraltro
contengono molte verità. Ma il premio a Striscia la
notizia ci dice qualche altra cosa. Intanto che la tv va
sempre più diventando misura di tutte le cose. E poi
che si va affermando una curiosa concezione della satira
come mezzo di informazione più credibile. Speriamo
almeno che, con laria che tira, non diventi
lunico. Lo stesso Bocca è convinto che
non si informa con le smorfie e con le risate
registrate. Consideriamo allora il premio al programma
di Ricci una sferzata salutare. Se così non fosse,
bisognerebbe concludere che di questi tempi il giornalismo
sta proprio male. E, come direbbe Woody Allen, neanche io mi
sento tanto bene.
(13
dicembre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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