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021212madi2
Cresce l'abuso di alcol fra i giovani
La sua vendita è libera ed il consumo non è
perseguibile dalla legge. Eppure può dare dipendenza come una droga.
Si beve per noia, per affrontare un disagio, per sentrirsi grandi o accettati...
o semplicemente per trovare il prossimo interessante
Nella nostra cultura vi è consenso sociale relativo
al consumo di bevande alcoliche. Tantè che l iniziazione
al bere avviene spesso in ambito familiare, con un consumo di alcol che
potremmo definire alimentare. Un pò di vino durante
i pasti è una componente della dieta mediterranea. Dopo questa
iniziale esperienza il consumo di vino, e soprattutto di birra, può
diventare abituale e i genitori accettano tale abitudine a condizione
che rimanga contenuta e sotto il loro controllo. Il consumo
di alcolici da parte di un giovane allinterno della propria famiglia
non si configura quindi mai sin dallinizio come un comportamento
inadeguato.
Però gli adolescenti tendono a sfuggire alle regole e sperimentano
bevande alternative (ad esempio la birra al posto del vino)
e i comportamenti "trasgressivi" come il consumo fuori dai pasti
o labuso.
Il senso di questo utilizzo eccessivo si può comprendere solo se
ci si svincola dallidea che esso sia legato al piacere del gusto.
Questultimo è infatti assolutamente secondario alleffetto
che si va ricercando nella sostanza. I primi sorsi di birra, anzi, spesso
lasciano un sapore sgradevole in bocca. Quello che viene ricercato è
uno stato di euforia e benessere o quella disinibizione che aiuta ad affrontare
il gruppo di pari e spesso aiuta a trascorrere un pomeriggio noioso che
non passa mai. In altri termini, non è tanto importante la qualità
di ciò che si beve, ma che la gradazione e che i quantitativi siano
tali da avere un effetto potente.
Ci sono due modelli del bere: uno tradizionale legato al vino e alla cultura
dello stare insieme e un modello moderno legato al consumo per lo più
di birra e superalcolici legato alla necessità di affrontare difficoltà
personali (timidezza, paura, imbarazzo, ecc) o di staccare la spina per
una sera da una vita che non piace. Il bere determinato da tale necessità
rappresenta però una modalità di utilizzo di alcolici che
espone a una certa probabilità di sviluppare, col tempo, un problema
di abuso o dipendenza. E proprio per questa ragione che, nonostante
i giovani siano al giorno doggi più consapevoli e informati
delle possibili conseguenze negative dellassunzione di alcol, continuano
a rappresentare una popolazione ancora ad alto rischio.
Perché sempre più adolescenti si ubriacano? A volte lo fanno
per sentirsi adulti. A volte invece l'alcol è usato come se fosse
una medicina: di fronte alla noia, all solitudine, ad un sentimento di
inferiorità o a qualunque altro disagio psicologico anche radicato
il giovane ricerca nellalcol un effetto farmacologico. Questo alcolismo
per lo più solitario viene utilizzato per "darsi la carica",
per trovare interessante un pomeriggio vuoto o per sfuggire da un problema.
A volte, nei casi di disagio psicologico più gravi bere può
servire per "farsi male", e va considerato alla stregua delle
altre pratiche autodistruttive, come per esempio il self cutting. Infine
c'è quello che i clinici chiamano " Alcolismo tossicomaniacale:
lalcol come una droga.
Negli ultimi tempi si assiste ad un preoccupante incremento delluso
o dellabuso di bevande alcoliche fra i giovani.
Vale a tal punto la pena di citare il cosiddetto paradosso di Kreitmann.
Questo autore ha rilevato che i cosiddetti heavy drinkers (letteralmente
bevitori pesanti, quindi gli alcoldipendenti) costituiscono un onere per
la collettività di gran lunga inferiore a quello dei bevitori occasionali
o moderati. Gli effetti negativi degli incidenti stradali, ad esempio,
determinati da un abuso accessuale costituiscono quindi un costo sociale
più rilevante di quello dovuto ai comportamenti di abuso cronico.
Tale considerazione porta ad una logica conclusione: i giovani che, più
frequentemente rispetto alla popolazione adulta, adottano appunto una
modalità di bere accessuale sono più a rischio rispetto
alla possibilità di subire danni correlati.
Mauro Di Gregorio
(12 dicembre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
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