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AP
- Scienze politiche
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021203pima
Italia, Usa, Francia. Tre
modelli di democrazia a
confronto
Quali sono le caratteristiche peculiari dei
principali sistemi politici di oggi? Lo abbiamo chiesto ad
Antonello Miranda, docente di Sistemi giuridici comparati
alla facoltà di Scienze politiche di
Palermo
Non
esiste un unico modello perfetto di democrazia che sia
esportabile e trapiantabile da uno Stato a un altro. Nemmeno
il modello inglese, perfettamente funzionante e stabile,
è adatto a una simile generalizzazione:
lesempio del traballante sistema indiano,
fotocopia di quello inglese, è
illuminante e dimostra come ogni ordinamento statale sia
adatto solo al suo Paese. Ogni sistema, oltre che su un
insieme di norme codificate, si regge e si innesta nella
storia, nella cultura e nelle tradizioni proprie di uno
Stato, che ne consentono la vita e il funzionamento.
Nonostante le peculiarità, è però
possibile individuare una griglia di lettura, che distingue
e classifica i sistemi in parlamentari, presidenziali e
semipresidenziali. Il presupposto comune è
lesistenza di un regime democratico, che viene
interpretato e applicato diversamente da paese a paese,
proprio tenendo conto delle diverse situazioni.
Quello italiano è un sistema parlamentare che al
momento della sua nascita ha risentito molto
dellesperienza del fascismo. Il ricordo vivo di quel
periodo ha guidato il popolo italiano nella scelta del
sistema repubblicano e ha dettato i principi della
Costituzione. E previsto un interscambio bilanciato
fra organi e poteri dello Stato, ognuno con una sua
prerogativa e senza la possibilità di prevaricare
luno sullaltro. Le personalità principali
sono il Presidente della Repubblica e il Presidente del
Consiglio dei ministri. Il primo, in carica per sette anni,
viene eletto dal Parlamento in seduta comune, con funzioni
rappresentative e un potere di controllo costituzionale; il
secondo, teoricamente in carica per tutta la durata di una
legislatura, ha il compito di eseguire il programma del
Governo, dopo aver ottenuto la fiducia del Parlamento.
Formalmente è il Presidente della Repubblica che
nomina il Capo del Governo, nella sostanza egli è il
capo del partito di maggioranza alle elezioni e si occupa
dellamministrazione materiale del Paese.
Il sistema americano è definito presidenziale
perché la figura principale è quella del
Presidente della Repubblica, che coincide con quella di
Presidente del consiglio. Non viene eletto direttamente dal
popolo, ma questo vota dei candidati che andranno a formare
il Collegio dei Grandi elettori, con lunico incarico
di votare il candidato Presidente a loro collegato. La
candidatura a Presidente si stabilisce con le elezioni
primarie e la scelta del vice presidente incide fortemente
nei meccanismi elettorali. Un esempio storico è la
vittoria su Nixon della coppia Kennedy-Johnson, insieme
espressione delle forze liberal e moderate del Paese. Anche
lattuale presidente Bush deve in parte il suo successo
al suo vice Cheney, uomo di grande esperienza e già
membro del governo di Bush padre. Il potere del presidente
americano è pressoché illimitato, ma il
controllo parlamentare di Senato e Camera sui suoi atti e
sulle sue leggi è una garanzia contro ogni possibile
abuso. Un altro elemento di garanzia è il controllo
esercitato dai media e dallopinione pubblica, unito
alla breve durata in carica del presidente, solo quattro
anni, con il divieto di essere rieletto per più di
due volte consecutive.
Caratteristica del sistema francese è invece la sua
posizione a metà strada fra i due precedenti. La
Repubblica francese è semipresidenziale, con la
divisione delle funzioni di governo fra Presidente della
Repubblica e Primo ministro da lui nominato. Il Capo dello
Stato è eletto a suffraggio universale con un
meccanismo elettorale a doppio turno con ballottaggio e dura
in carica sette anni. Ha funzioni di rappresentanza, ma si
occupa della politica estera e delle questioni
internazionali, lasciando lamministrazione
spicciola e la politica nazionale nelle mani del
Primo ministro, che oltre ad avere la sua fiducia deve
ottenere anche quella del Parlamento. Lattuale
presidente Chirac, da poco rieletto, ha approfittato del
favore del popolo e ha sciolto le camere, ottenendo
così anche in Parlamento una maggioranza a lui
favorevole e interrompendo la coabitazione,
ovvero il fenomeno per cui Presidente e Primo ministro sono
espressione di due parti politiche diverse.
Pierangela Maniscalchi
(17 dicembre 2002)
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