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Economia

021128mame
Supportare e valutare le politiche pubbliche
Per preparare in modo moderno i giovani che aspirano a diventare economisti specializzati in campo pubblico, è attiva a Palermo la laurea di primo livello in Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali

Formare un economista che possa lavorare nell'amministrazione pubblica o in tutti quei servizi e quelle attività legate agli enti pubblici. Questo è l'obiettivo del corso di Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali, che non preclude comunque la possibilità per gli studenti di uno sbocco lavorativo in imprese private che offrono consulenze nell'ambito dei servizi pubblici. Tutto ciò, ovviamente, senza mai perdere di vista l'obiettivo di formare un economista moderno che abbia "un'ottica di sistema, non aziendale e microeconomica", come ci dice il presidente del corso di laurea, Fabio Mazzola.
Con la riforma universitaria, il vecchio corso di laurea in Economia e commercio ha lasciato il posto alle due lauree triennali di primo livello in Economia e finanza e in Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali. Entrambi i corsi si propongono come "eredi" e presentano molte somiglianze con il vecchio corso, ma non mancano le novità.
Le aree di studio sono le quattro aree fondamentali della classe delle lauree in Scienze economiche, di cui fanno parte entramb
i i corsi di laurea. Le materie oggetto di studio fanno dunque parte dell'area economica, dell'area economico-aziendale, dell'area matematico-statistica e dell'area giuridica. Ovviamente hanno maggiore peso le materie economiche, ma non mancano studi di altri campi comunque utili alla completa formazione dell'economista pubblico, come l'Informatica.
Nel corso di
Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali, grande spazio hanno gli studi delle Economie applicate e dell'Economia pubblica, accompagnati da altre materie specifiche per la specializzazione di questo corso, come il Controllo di gestione degli enti pubblici. Gli studi possono dare uno sbocco lavorativo "in tutti quegli enti che, o a livello privato o nell'ambito dell'amministrazione pubblica, hanno a che vedere con la gestione dei fondi strutturali e con problematiche inerenti allo sviluppo locale" - sostiene Mazzola.
"Gli studenti faranno anche attività pratiche - continua il presidente del corso di laurea - I primi giovani arriveranno al treguardo della laurea presumibilmente a giugno o settembre del 2003, quindi i tirocini sono ancora in via di definizione
. Il tipico tirocinio del corso di Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali si svolgerà o in una società che lavora a contatto con la pubblica amministrazione, oppure direttamente presso la pubblica amministrazione".
"Sono già state istituite le lauree di secondo livello - aggiunge Fabio Mazzola - che forniranno una maggiore specializzazione con un biennio aggiuntivo alla laurea di primo livello. Non sono ancora state attivate (perché, ovviamente, non ci sono ancora studenti che abbiano completato il triennio, ndr), ma partiranno probabilmente l'anno prossimo".
Il corso di secondo livello che gli studenti laureati in
Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali potranno scegliere sarà probabilmente quello di Economia del territorio. "E' possibile che questo corso venga esteso anche al settore del turismo - dice Mazzola - perché nel turismo abbiamo anche una laurea triennale (quella di Economia e gestione dei servizi turistici, ndr) che sta andando molto bene". Nulla è ancora deciso in via definitiva, però, e al momento dell'attivazione potranno esserci delle novità interessanti. Ma è certo che il corso triennale di primo livello avrà un seguito con almeno una laurea specialistica di secondo livello.
"La laurea in
Economia e valutazione delle politiche pubbliche e territoriali mira anche a formare quello che si chiama il valutatore economico - precisa Mazzola - cioè un professionista che, non soltanto analizza l'economia, ma anche valuta e, in qualche modo, giudica la bontà dell'operato degli enti pubblici".
Manlio Mezzatesta

(28 novembre 2002)

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