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Cronaca universitaria


021127APmadi
Relazioni Internazionali, atenei siciliani in prima linea
I processi di internazionalizzazione coinvolgono
da sempre l'università, ma in passato tali attività riguardavano esclusivamente la ricerca. L'ambizioso obiettivo che si è posta la Comunità europea è permettere, prima de 2010, la perfetta mobilità degli studenti, dei laureati e dei lavoratori. Parla Nicolò Parrinello (nella foto)
 
Alcuni degli obiettivi che l’Unione europea si è imposta di raggiungere nell'ambito dell'istruzione universitaria e della ricerca sono favorire il dialogo e lo scambio di informazioni fra tutti gli atenei dei paesi aderenti e rendere possibile la mobilità degli studenti da un paese all'altro. Ci sono inoltre una serie di iniziative (come dottorati di ricerca, master, corsi di laurea… ) che vedono il coinvolgimento di più paesi dell'Unione. Tale processo viene chiamato “internazionalizzazione” e gli strumenti per realizzarlo sono le direttive comunitarie e le indicazioni ministeriali dei singoli Paesi che propongono bandi ed iniziative. Per capire quale importanza rivesta tale processo Ateneo Palermitano ha intervistato il professor Nicolò Parrinello, il Delegato del rettore per le relazioni internazionali. “Il valore di una università si misura anche in base a quanto essa è riuscita ad internazionalizzarsi - spiega il professore - ed un mancato investimento in tale direzione potrebbe causare nel giro di alcuni anni un danno gravissimo alla competitività dell’ateneo".
 
[L'Ateneo Palermitano]
"Questo è un buon momento per il processo di internazionalizzazione della nostra università, infatti le iniziative finora portate a termine hanno dato risultati apprezzabili. Sono stati presentati diversi progetti che hanno ricevuto l’approvazione e i finanziamenti del Miur (il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e in futuro si lavorerà sempre di più su questa strada. L'Università ha una voce di bilancio che riguarda espressamente la cooperazione internazionale. È una voce piccola rispetto alle altre, ma è comunque un incentivo che promuove e sviluppa gli accordi internazionali. Negli ultimi anni Palermo si è data molto da fare per quanto riguarda le attività scientifiche e formative internazionali. In alcuni casi abbiamo avuto ll riconoscimento di dottorati di ricerca internazionali da parte del Miur".
 
[Ieri e oggi]
Il processo di internazionalizzazione non è del tutto una novità: le relazioni internazionali tra docenti da sempre hanno sostenuto e sviluppato la ricerca e ciò ha contribuito a migliorare la formazione. "Adesso tale processo negli ambiti formativi è diventato un piano organico dell'Europa", dice Parrinello. "Uno degli obiettivi che si intende raggiungere è fare in modo che i laureati vedano riconosciuti anche in tutti i paesi dell'Unione il loro titolo di studio. Chi pensa alla mobilità internazionale degli studenti pensa subito al progetto Erasmus, l’importante iniziativa cominciata più di dieci anni fa. Ma l'esperienza Erasmus è volta principalmente ad offrire agli studenti la possibilità di prendere contatto con diverse culture e a preparare il terreno per una maggiore mobilità del cittadino in ambito europeo. Già da qualche anno si era cominciato a parlare di internazionalizzazione nel senso "moderno" della parola, ma ufficialmente il punto concreto da cui si è partiti è stata la conferenza tenuta a Bologna nel 1999. I ministri dell'Istruzione dei paesi aderenti all'Unione hanno stretto degli accordi affinché prima del 2010  venga consentita la mobilità degli studenti, dei laureati e dei lavoratori. Recentemente - conclude Parrinello - la Crui (la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha aperto uno sportello a Bruxelles al fine di agevolare il dialogo con la Comunità europea e proprio per raggiungere questi obiettivi stiamo completando il sito web che riguarda la presentazione dell'ateneo agli studenti stranieri che intendono seguire corsi a Palermo. In particolare, i docenti sono stati invitati a fornire le indicazioni necessarie per rendere operativo il sistema di trasferimento dei crediti a livello europeo".
Mauro Di Gregorio


(27 novembre 2002)

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