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di
Franco Nicastro
Le news
nella Rete
si pagano un tanto a clic
Da un giorno allaltro gli utenti del Giornale di
Sicilia on line non hanno potuto più leggere gli
articoli della versione cartacea. Al loro posto è
comparso questo laconico avviso: Dal mese di settembre
sarà possibile accedere ai testi del Giornale di
Sicilia mediante la sottoscrizione di un abbonamento da
effettuarsi per mezzo di carta di credito. Negli
stessi giorni anche ledizione siciliana di Repubblica
ha deciso di consentire solo a pagamento laccesso alle
proprie pagine, come da tempo fa con ledizione
nazionale. E non è finita. Il Corriere della Sera di
martedì 8 ottobre 2002 ha annunciato: Il
Corriere ora si sfoglia sul computer. Il titolo coglie
e descrive una bella innovazione tecnica che consente,
appunto, di sfogliare sul video il giornale mentre prima si
poteva leggere in un formato testuale. Ma non dice che
dora in poi lutente deve pagare. Lo fa capire
nel catenaccio (il secondo elemento del titolo,
in corpo più piccolo) nel quale si spiega che per
usufruire del nuovo servizio è necessario
abbonarsi.
Ecco la parola magica che spiega tutto. Il tempo in cui
nella Rete tutto era gratis è praticamente finito.
Ora la filosofia che ha decretato il successo prima del Web
e poi dellinformazione on line è cambiata. O,
meglio, ha subito un processo di revisione profonda resa
ineluttabile dallincremento dei costi al quale
continua a corrispondere una ridotta capacità della
Rete di attrarre le necessarie, e ahimè cospicue,
risorse pubblicitarie. Era ovvio che, svanita leuforia
della new economy, il mercato imponesse un ripensamento. Gli
editori e tutti quelli che avevano creduto nelle
potenzialità espansive dellinformazione su
Internet hanno dovuto rivedere i loro progetti. Le news non
pagano e leditoria on line è in crisi. La
situazione è fluida e segnala dinamiche molto
accelerate: nel 1981, secondo lOsservatorio per
linformazione on line, sono stati aperti in Italia 890
siti ma ne sono stati chiusi 630 (alcuni in realtà
non sono stati aggiornati, ma il risultato non cambia).
Vero è che i problemi sono maggiori per quei siti che
non hanno alle spalle un solido gruppo editoriale. Ma il
vento della crisi investe un po tutti. E identiche
sono le strategie che si stanno attuando. Tornare indietro,
chiudendo i rubinetti dellinformazione, non si
può. E allora la risposta consiste in prima battuta
nei tagli strutturali: Il Nuovo.it, primo quotidiano
concepito solo per la Rete, ha dovuto sfoltire pesantemente
i ranghi redazionali come hanno già fatto, e
continuano a fare, i siti dinformazione americani. Ma
oltre ai licenziamenti si sta sperimentando unaltra
strada: quella di far pagare non tanto le notizie correnti
ma i cosiddetti servizi a valore aggiunto. In
sostanza, potremo sempre leggere gratis le news fresche di
giornata, ma gli articoli di approfondimento, gli
speciali e gli altri servizi aggiuntivi li
dobbiamo pagare un tanto a clic.
Questo sistema si chiama pay-per-use e lo ha adottato tra i
primi il mitico New York Times (a conferma del principio che
il blasone a volte non basta) alla fine del 1997. La forma
accattivante dellannuncio ha cercato di bilanciare
leffetto sgradevole prodotto nel lettore
dallobbligo di mettere mano al portafogli:
Potrete cercare negli archivi gratuitamente, ottenendo
una lista di risultati con titolo, data e autore, mentre per
scaricare lintero pezzo dovrete pagare 2 dollari e
50.
Tracciata la strada, gli altri si stanno via via adeguando.
Resta da capire se in questo modo sarà possibile
riequilibrare i conti delle aziende che gestiscono siti di
informazione. Come sempre, sarà la qualità a
decidere il destino di una strategia.
Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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