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Architettura
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021217damoAP
Il restauro architettonico per
conservare il patrimonio
Una materia fondamentale per gli architetti che
decidono di impegnarsi nel recupero dei tesori del passato.
Presto anche un corso di laurea dedicato al
restauro
In
una città come Palermo e ancora di più in un
paese come lItalia, così ricco di reperti
archeologici, di monumenti che gli antichi hanno lasciato e
che il tempo ha fatto arrivare intatti ai giorni nostri,
fondamentale è una ricerca approfondita sulla
tematica del restauro, in particolare quello architettonico.
Per preservare dal tempo e dalle calamità i segni e
le testimonianze delle dominazioni passate e dei popoli che
hanno vissuto nel nostro Paese è oggi, più di
prima, necessaria una competenza in materia di restauro
architettonico. Inoltre, oggi dal punto di vista lavorativo,
lambiente del restauro è sicuramente quello che
attira di più i giovani architetti e nel quale le
prospettive dimpiego sono maggiori. Le politiche
statali testimoniano come ci si sia resi conto che il
mantenimento dei monumenti è importante per
preservare il patrimonio storico e culturale del Paese.
Dagli anni Sessanta a oggi i fondi destinati al recupero
delle opere darte è aumentato (prima era del 5%
circa) a discapito dei fondi destinati alla costruzione di
nuove strutture ( su cui veniva investito circa l80%).
Cè sempre una maggior richiesta di giovani
specializzati in questo settore. I laureandi in architettura
e quindi aspiranti architetti, danno da un po di anni
a questa parte molta attenzione a questa materia, tanto che
a breve verrà creato un nuovo corso di laurea che si
occuperà interamente di restauro architettonico. Un
passo avanti per soddisfare la sete di sapere su questo
argomento. Intanto esiste già una materia che si
occupa di trattare i modi e i metodi per recuperare i
monumenti, le lezioni sono tenute dal professore associato
Franco Tomaselli. Noi cerchiamo di insegnare agli
studenti,prima di tutto, lamore per il patrimonio
artistico-architettonico, di cui è così ricca
la nostra città. Poi procediamo nella conoscenza dei
metodi che possono servire al recupero di questi
tesori, dice Tomaselli. Il fine ultimo della materia
non è però, apprendere solamente come riparare
i danni subiti da palazzi o simili, il nostro
obiettivo è quello giungere a una conoscenza tale da
non dover ricorrere ai restauri. Lopera di recupero
è sempre un atto traumatico, una violenza che si fa
nei confronti dei monumenti, per questo la nostra materia
dovrebbe evitare che avvengano gli incidenti, più che
porre rimedio a questi. Una conservazione attenta e
quotidiana senza aspettare il momento del crollo per
procedere alle riparazioni demergenza. Il fine ultimo
sarebbe quello di riuscire a programmare degli interventi
minimi che assicurino di volta in volta sicurezza e
stabilità sempre maggiori. Le calamità
naturali non sono prevedibili, ne tanto meno si
possono rendere antisismiche strutture antiche, senza
danneggiare vistosamente la loro bellezza con innesti troppo
invasivi, dice il professor Tomaselli. Il restauro dei
palazzi e dei monumenti incide anche sulla qualità
della vita delle persone che per esempio vivono nel centro
storico. Infatti, recuperando le strutture
danneggiate, si migliora la città ed è
interesse di tutti vivere in un luogo più vivibile e
bello da guardare. Un settore in crescita che attira
lattenzione degli studenti della Facoltà di
Architettura, sempre più scrupolosi e curiosi di
conoscere con esattezza le possibilità offerte da un
mondo nuovo che però lavora con lantico.
Daniela Mogavero
(foto sian)
(17
dicembre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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