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Madi021106
L'assessore Granata fra gli studenti
per discutere del diritto allo studio
L'assessore alla Pubblica istruzione Fabio
Granata ed altri esponenti del governo regionale hanno incontrato gli
studenti alla facoltà di Giurisprudenza per discutere del finanziamento
agli atenei privati, del buono scuola, della legge regionale per il diritto
allo studio e dei tagli all'Opera universitaria. L'incontro è stato
organizzato dall'unione degli universitari
Ieri l'assessore regionale alla Pubblica
istruzione Fabio Granata ha partecipato all'incontro organizzato alla
facoltà di Giurisprudenza dall'Unione degli universitari (Udu)
per parlare della legge regionale sul diritto allo studio che verrà
posta oggi ai voti all'Ars. Durante la discussione, alla quale hanno presenziato
anche il membro della commissione Cultura all'Ars Domenico Giannopolo
ed il segretario provinciale della Cgil Pino Lo Bello, gli esponenti del
governo regionale hanno esposto i punti della legge ed hanno risposto
alle domande postegli dagli esponenti dell'opposizione parlamentare e
dagli studenti. I punti principali della legge che sono stati affrontati
hanno riguardato il finanziamento alle università private, il buono
scuola, i tagli all' Opera universitaria ed i criteri di assegnazione
dei benefici riconosciuti dalla legge regionale per il diritto allo studio.
Nel corso del dibattito l'assessore Granata e Antonello Antinoro, il presidente
della commissione Cultura, hanno preso precisi impegni riguardo al ripristino
dei fondi dell'Opera universitaria ed ai criteri di assegnazione dei benefici.
Sono stati inoltre garantiti i servizi a tutti gli studenti degli atenei
pubblici.
Franceso Leone, il responsabile dell'Udu per gli studenti fuorisede, ha
espresso con una nota "grande soddisfazione" a nome di tutta
l'Unione per essere riusciti ad organizzare quest'incontro che "ha
avuto un' importanza storica", dal momento che "per la prima
volta in Sicilia si è sperimentata un'esperienza di concertazione
diretta tra studenti ed organi governativi. Si è creato - ha commentato
Leone - un filo diretto tra coloro che sono chiamati ad ideare i servizi
ed i diretti fruitori di tali iniziative".
Nell'organizzazione dell'incontro i ragazzi dell'Udu hanno preso spunto
dall'editoriale del professor Giovanni Fiandaca pubblicato domenica scorsa
su La Repubblica. "Quell'articolo - ha dichiarato Manfredi
Lombardo, il presidente dell'Unione - ci ha spinto a riflessioni importanti.
È vero che gli atenei privati devono porsi come reali alternative
a quelli pubblici". Ma è anche vero che "manca un'idea
guida forte che renda proficuo il rapporto tra pubblico e privato che
faccia crescere le sedi decentrate e che crei un reale modello di sviluppo
per la Sicilia. Pertanto - ha concluso Lombardo - raccolgo l'invito del
professor Fiandaca ad aprire un dibattito su questi temi".
Nel corso del suo intervento Massimiliano Lombardo, il rappresentante
degli studenti nel Cda dell'Opera universitaria si è chiesto "come
si possa pensare di concedere finanziamenti destinanti a chi frequenta
la Lumsa dal momento che la Regione non ha ancora finito di erogare i
soldi destinati ai ragazzi che l'anno scorso hanno vinto la borsa di studio?"
Fabio Granata si è assunto la responsabilità di tale ritardo
e ha spiegato che i motivi sono da imputare a "meccanismi farraginosi"
sui quali comunque si sta lavorando con lo scopo di semplificarli. Per
quanto riguarda quei finanziamenti concessi agli studenti che preferiscono
l'università privata a quella statale Granata ritiene "giusto
garantire loro il diritto di scelta. I finanziamenti destinati a chi sceglie
il privato non sono la priorità e se ne poteva fare a meno",
ha riconosciuto l'assessore. "Tuttavia il giorno in cui quella norma
è stata approvata la maggioranza in aula era composta da esponenti
del centrosinistra. Tale norma, comunque, non è né di destra
né di sinistra tanto è vero che in commissione è
stata approvata all'unanimità. Non sarà perfetta - ha concluso
Granata - ma è certamente necessaria per una regione che era priva
di norme sul diritto allo studio".
Mauro Di Gregorio
(6 novembre
2002)
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