Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

 > Prima pagina <

LE SEZIONI

Attualità
> News
>
L'edicola online
>
Novità in mediateca
>
I grandi temi

Cronaca universitaria
> L'editoriale
>
L'opinione
>
Università
> e mondo del lavoro
>
Dentro l'Ateneo
>
I Dipartimenti
>
Le Facoltà
>
Il Policlinico Universitario
>
La ricerca universitaria
>
La voce degli studenti
>
L'Opera universitaria
>
Il sito www.unipa.it

Sport, viaggi
e tempo libero

> Sport | CUS
> Turismo |
CTS
> Tempo libero |
CRAL

Cultura e spettacoli
> Attività culturali
> e congressuali
>
Cinema, radio, tv
>
Musei e mostre
>
Teatro
>
Musica
> Fumetti e animazione

Rubriche
> Secolo postmoderno
>
Media e dintorni

 

cronaca universitaria

Madi021029
I corsi integrati, la novità della laurea in Medicina che ne rivoluzionerà la didattica
Con l’introduzione dei corsi integrati più competenze specialistiche converranno nell’insegnamento di un’unica materia, il numero degli esami da sostenere diminuirà e la didattica ex cathedra subirà una contrazione

Una delle importanti novità introdotte dalla riforma che rivoluzionerà l’insegnamento della medicina negli atenei italiani è quella che riguarda la creazione dei “corsi integrati”. “Nel 1986 uno studente doveva superare cinquantasei esami per laurearsi”, ricorda il professor Antonino Bono, presidente del corso di laurea in Medicina e chirurgia dell’università di Palermo. “ Nel ‘97 il numero delle materie è sceso a trentasette. Attualmente gli esami da sostenere sono trentadue. Dal momento che il corpo umano non è composto da compartimenti stagni che non comunicano fra di loro l’attività didattica deve considerare gli organi e gli apparati anche in base alla loro interazione. Con l’introduzione dei corsi integrati diverse competenze specialistiche convergeranno nell’insegnamento di un’unica materia, così da rendere più organica la didattica e di evitarne la ridondanza”. Il professor Bono fa un esempio per chiarire il concetto: “Dopo la riforma per studiare l’apparato polmonare e cardiovascolare che, come si sa, sono strettamente correlati, le competenze dello pneumologo, dell’angiologo, del chirurgo cardiovascolare, del cardiochirurgo, del chirurgo toracico e del chirurgo vascolare si integreranno in modo da offrire agli studenti un unico insegnamento organico. In passato l’apparato cardiovascolare e quello polmonare erano due materie di studio distinte e un professore doveva così rispiegare nel corso delle sue lezioni cose già in parte insegnate da un collega. In questo modo gli studenti dovevano studiare alcuni concetti per superare un esame e poi ripassarli per superarne un altro. È chiaro che se più competenze specialistiche converranno in un’unica materia l’attività di insegnamento si contrarrà e di conseguenza diminuirà anche il tempo che i ragazzi dovranno dedicare allo studio. Ad una riduzione della didattica ex cathedra corrisponderà d’altra parte l’introduzione dell’attività pratica che gli studenti svolgeranno durante dei tirocini professionalizzanti in corsia. Mettiamoci tuttavia nei panni del docente sessantenne che per decenni ha insegnato in un certo modo la sua materia e che, con l’istituzione dei corsi integrati, sarà costretto a cambiare metodo didattico in un campo, non ce lo scordiamo, in cui l’autonomia e l’indipendenza sono esasperate”.
Antonino Bono spiega anche in cosa consisterà l’introduzione del debito formativo. “Le prove di ammissione alla facoltà - spiega il professore - non si baseranno su test di cultura generale, ma su materie che verranno insegnate durante il primo anno di corso, ovvero fisica, chimica e biologia. Lo studente che non risponderà correttamente al almeno il 50 per cento delle domande del test accumulerà un debito formativo che dovrà recuperare nel corso del primo anno durante delle attività sussidiarie pomeridiane. Il debito formativo potrà essere dovuto a cause differenti e rispecchierà le lacune nella preparazione di ogni studente. Dunque sarà lo strumento che noi docenti useremo per verificare quali sono le carenze di ogni ragazzo. Per preparare gli studenti alle materie di base non ci è sembrato opportuno organizzare una settimana di studio di otto ore giornaliere prima dell’inizio dei corsi in cui far loro ripassare la chimica, la biologia e la fisica, come hanno fatto altre sedi universitarie. In passato una cosa del genere era stata fatta, ma non è servito ad altro che a rendere ancora più confusi gli studenti. Ecco perché - conclude Bono - abbiamo pensato a delle attività sussidiarie di recupero pomeridiano da svolgere nel corso del primo anno”.

Mauro Di Gregorio


(29 0ttobre 2002)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina