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Attualità
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Madi021029 Una delle importanti novità introdotte
dalla riforma che rivoluzionerà linsegnamento della medicina
negli atenei italiani è quella che riguarda la creazione dei corsi
integrati. Nel 1986 uno studente doveva superare cinquantasei
esami per laurearsi, ricorda il professor Antonino Bono, presidente
del corso di laurea in Medicina e chirurgia delluniversità
di Palermo. Nel 97 il numero delle materie è sceso
a trentasette. Attualmente gli esami da sostenere sono trentadue. Dal
momento che il corpo umano non è composto da compartimenti stagni
che non comunicano fra di loro lattività didattica deve considerare
gli organi e gli apparati anche in base alla loro interazione. Con lintroduzione
dei corsi integrati diverse competenze specialistiche convergeranno nellinsegnamento
di ununica materia, così da rendere più organica la
didattica e di evitarne la ridondanza. Il professor Bono fa un esempio
per chiarire il concetto: Dopo la riforma per studiare lapparato
polmonare e cardiovascolare che, come si sa, sono strettamente correlati,
le competenze dello pneumologo, dellangiologo, del chirurgo cardiovascolare,
del cardiochirurgo, del chirurgo toracico e del chirurgo vascolare si
integreranno in modo da offrire agli studenti un unico insegnamento organico.
In passato lapparato cardiovascolare e quello polmonare erano due
materie di studio distinte e un professore doveva così rispiegare
nel corso delle sue lezioni cose già in parte insegnate da un collega.
In questo modo gli studenti dovevano studiare alcuni concetti per superare
un esame e poi ripassarli per superarne un altro. È chiaro che
se più competenze specialistiche converranno in ununica materia
lattività di insegnamento si contrarrà e di conseguenza
diminuirà anche il tempo che i ragazzi dovranno dedicare allo studio.
Ad una riduzione della didattica ex cathedra corrisponderà daltra
parte lintroduzione dellattività pratica che gli studenti
svolgeranno durante dei tirocini professionalizzanti in corsia. Mettiamoci
tuttavia nei panni del docente sessantenne che per decenni ha insegnato
in un certo modo la sua materia e che, con listituzione dei corsi
integrati, sarà costretto a cambiare metodo didattico in un campo,
non ce lo scordiamo, in cui lautonomia e lindipendenza sono
esasperate.
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