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021028madiAP2
Luso dellecografia in ostetricia,
un seminario al Policlinico
Lincontro, un aggiornamento in ostetricia
in programma nel calendario delle Conversazioni del venerdì, ha
visto medici e specializzandi esporre le metodiche di utilizzo dellecografia,
un esame fondamentale per monitorare landamento della gravidanza
Lo scorso 10 ottobre, nellaula dellIstituto
di ginecologia e ostetricia del Policlinico Paolo Giaccone si è
discusso delluso dellecografia in ostetricia. Lincontro
ha fatto parte delle Conversazioni del venerdì, corsi di
aggiornamento in ginecologia e ostetricia organizzati dallUniversità
di Palermo, dal Policlinico universitario, dal Dipartimento materno infantile
e dalle Scuole di specializzazione in ginecologia e ostetricia.
Dopo il consueto intervento introduttivo del professor Paolo Quartararo,
il direttore dellistituto, si sono passate in rassegna le tecniche
ecografiche da utilizzare nel corso della gravidanza e, in particolare,
si è parlato dellecografia nelle varie fasi dello sviluppo
fetale. Gli ostetrici dividono la gestazione in tre trimestri. La specializzanda
Loredana Campisi ha tenuto un intervento sul primo trimestre, periodo
durante il quale bisogna assicurarsi che la gravidanza non sia a rischio
e si devono segnalare gli eventuali fattori che potrebbero rendere difficile
l'indagine, (come per esempio lobesità, loligoidramnios,
la pz non collaborante, ecc). Bisogna inoltre datare con precisione linizio
della gravidanza, osservare se la misura del feto corrisponda a quella
prevista sulla base dell'ultima mestruazione, stabilire il numero dei
feti e vedere se presentano malformazioni; in caso di gravidanza gemellare,
è stato detto, è possibile valutarne il tipo in base al
numero delle placente e dei sacchi gestazionali. Bisogna inoltre diagnosticare
eventuali distacchi coriali od amnio-coriali o un eventuale aborto.
Dellimpiego dellecografia nel secondo trimestre ha parlato
la giovane Giusy Mezzapane. Questo esame si incentra sullosservazione
accurata della morfologia del feto e dei suoi annessi (placenta e funicolo),
al fine di rilevarne eventuali malformazioni. L' epoca gestazionale
ideale per eseguire questa ecografia è secondo molti ostetrici
a 21 settimane. Nelluso di questo tipo di rilevazione alcuni specialisti
parlano di "ecogenicità" dei tessuti, perché alcune
donne sono più facilmente esplorabili di altre da questi esami.
Ad esempio il tessuto adiposo sottocutaneo e intrapelvico rappresenta
un fattore che, a volte, limita la buona visualizzazione delle strutture
da indagare. La cattiva ecogenicità dei tessuti può essere
compensata, almeno in parte, da dimensioni fetali maggiori, dove anche
una settimana in più può essere rilevante nel migliorare
la riuscita dell'esame.
Limpiego dellecografia nel terzo trimestre è stato
loggetto dellintervento di Provvidenza Ficano. Questo esame
viene eseguito solitamente fra la trentesima e la trentaquattresima settimana
di gestazione.
L'importanza di questa ecografia è dovuta in primo luogo allosservazione
delle dimensioni fetali. Le misure dei parametri fondamentali (diametro
biparietale, femore e circonferenze cranica e addominale) vengono messe
a confronto con quelle rilevate nel secondo trimestre al fine di escludere
una patologia dell'accrescimento fetale, sia nel senso di un ritardo iposviluppo)
sia nel senso di un eccesso di crescita (macrosomia). L'eventuale riscontro
di una patologia dell'accrescimento richiede una serie di rivalutazioni
ecografiche con velocimetria Doppler associata. Nei casi più impegnativi
si procede ad un approfondimento clinico e strumentale in ambiente ospedaliero.
Nell'ecografia del Terzo trimestre non bisogna perdere di vista, ancora
una volta, la morfologia fetale. Vi sono infatti anomalie che compaiono
per la prima volta in questo periodo: sono molte volte già presenti
da tempo ma si manifestano in modo sufficientemente diagnosticabile soltanto
nel Terzo trimestre.
Mauro Di Gregorio
28/10/02
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