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Cronaca Universitaria - Facoltà di Medicina

021021sali
"La menopausa? Un fatto sociale oltre che medico"
Se n'è parlato durante un appuntamento del ciclo di "Aggiornamenti di Ostetricia e Ginecologia", organizzato dal Policlinico Universitario. Con il suo intervento il professore Marcello Mezzatesta ha illustrato le fasi che vanno dal climaterio alla postmenopausa: "I pro e i contro della terapia ormonale sostituiva vanno illustrati alle pazienti"


Un quadro completo ed esaustivo - dalla prevenzione alla diagnosi, alle
terapie - su un argomento di grandissima attualità: la menopausa. Lo hanno
offerto, a più riprese, le relazioni di docenti universitari ed esperti
che si sono susseguite, lo scorso venerdì nella splendida cornice della
sala congressi del Grand Hotel Villa Igiea, durante la conversazione Terapia
sostitutiva ormonale e non ormonale in menopausa
. Un evento che rientra
nel calendario 2002 del ciclo di
Aggiornamenti di Ostetricia e Ginecologia,
organizzato dall'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico.
L'apertura dei lavori è stata affidata al professore Paolo Quartararo, direttore
della Clinica Ostetrica e Ginecologica, che insieme al moderatore Domenico
Gullo, ha introdotto l'intervento del professore Marcello Mezzatesta.
"L'impegno di noi medici - ha esordito Mezzatesta, dinanzi ad una platea
di colleghi specialisti e di appassionati cultori - deve essere quello di
far trascorrere nel migliore dei modi possibili questo periodo, la menopausa,
che per le donne ormai coincide a circa un terzo della loro esistenza, se
teniamo conto di un'età media che va dagli ottanta agli ottantadue anni".
Un impegno che, nel mutato orizzonte sociale, è diverso da quello di un
terzo di secolo fa. "Negli ultimi trent'anni - ha precisato il docente -
è cambiato tutto e oggi possiamo guardare alla menopausa come a un fatto
sociale prima ancora che medico. Prima per le donne la menopausa era la
fine di tutto, si smarriva l'attrazione nei riguardi dell'altro sesso, si
veniva ghettizzate. Adesso invece assistiamo e siamo protagonisti di una
notevole inversione di tendenza, visto che moltissime delle ricadute negative
possono essere corrette e migliorate da alcune strategie terapeutiche".
Il docente ha poi illustrato il "percorso" dal climaterio alla postmenopausa.
Il climaterio è il periodo di transizione in cui la donna passa dalla fase
fertile allo spegnimento della fase ovarica, con la comparsa dell'ultimo
flusso mestruale spontaneo e l'esaurimento dei folliccoli ovarici, che coincidono alla fine dell'attività ovulatoria e di quella riproduttiva. "La menopausa - ha puntualizzato - può insorgere in diverse maniere, più o meno verso i cinquanta anni d'età, e può essere indotta da motivi chirurgici e non.I sintomi climaterici si manifestano con diversa gradualità da donna a donna. Si va dalle irregolarità mestruali ai dolori muscolo-scheletrici, dalle
alterazioni della cute ai sintomi psicologici e sessuali, molto legati tra
loro, dalle alterazioni del sonno fino ai sintomi vasomotori, ovvero le
vampate - quelle che comunemente, in Sicilia, chiamiamo quaranate". Gli
effetti della perdita degli estrogeni a medio e lungo termine colpiscono
l'apparato genitale e quello urinario-distale (atrofia vulvare e vaginale,
vulnerabilità alle infezioni), mentre gli effetti tardivi influenzano l'apparato
cardiaco e quello scheletrico, visto il ruolo degli estrogeni nella formazione
ossea e nelle malattie del cuore. "Non mancano rischi nella terapia sostitutiva ormonale - ha aggiunto Mezzatesta - a cominciare dal carcinoma che può interessare la mammella e l'endometrio fino alle complicanze trombo-emboliche. Ecco perché sono necessari controlli continuativi e periodici delle pazienti. È nostro dovere di medici riferirlo". E non il solo. Anche sulla cura da seguire le donne devono potere dire la loro. "Sul piatto della bilancia dei costi e dei benefici, noi ginecologi dobbiamo decidere gli schemi terapeutici e le vie di somministrazione migliori assieme alle pazienti".
Salvatore Lo Iacono


(21 ottobre 2002)

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