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Sanità - Facoltà di Medicina
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021016sing
La macchina dei trapianti frena la sua corsa
in Sicilia
Non aumenta il numero di donatori
in Sicilia nei primi nove mesi del 2002: è
una battuta d'arresto dopo i record del 2001. Il professore Salerno, docente
universitario e coordinatore regionale
per i trapianti : "Siamo appena soddisfatti. Servirebbero 400 posti
letto di rianimazione, ce ne sono soltanto 130"
E' stabile il numero di donatori
di organi in Sicilia nel 2002: 9 per ciascun milione di abitanti, circa
il 300 per cento in più rispetto al 2000 quando sempre nella nostra
regione il numero di donatori per milione di popolazione era di 2,4. Il
6 ottobre scorso a Palermo la Regione siciliana, in collaborazione con
il Coordinamento regionale per i trapianti, ha presentato i dati relativi
alle attività svolte nell'arco delgi ultimi dodici mesi e ha promosso
la VIII giornata per la donazione degli organi. Un'iniziativa che ha visto
in prima fila l'università di Palermo con il Coordinamento regionale
per i trapianti diretto dal professore Alfredo Salerno, del dipartimento
di Biopatologia e metodologie biomediche della facoltà di Medicina.
"Dopo il notevole incremento dell'attività di prelievo e trapianto
di organi, registrato in Sicilia nel 2001 - afferma il professore Salerno
- i dati dei primi nove mesi del 2002 sono al di sotto delle nostre aspettative,
anche se sono in linea con quelli del primo semestre del 2001". "Non
siamo contenti, ma appena soddisfatti - continua - occorre ancora più
impegno da parte delle istituzioni e il consenso dei cittadini".
Bisogna infatti sottolineare che i risultati, per certi aspetti straordinari,
del 2001 rimangono comunque lontani dalla media nazionale che si è
registrata nello stesso periodo: 14,2 donatori per milione di popolazione
nel 2000, 15,7 nel 2001, 17,3 nel 2002. Un trend positivo che si è
registrato anche nella nostra isola, passata dall'ultimo al settimo posto
nella graduatoria delle regioni per numero di donatori. Dalle 13 donazioni
del 2000, minimo storico dal '93, si è passati ad un altro record,
stavolta positivo: 45 donazioni effettive, che corrispondono a 9 per
ciascun milione di abitanti.
Da record sono anche i dati relativi ai trapianti di rene (84 nel 2001
contro i 16 del 2000), di cuore (13 nel 2001 contro i 5 del 2000) e di
fegato (26 nel 2001 contro i 13 del 2000). Le risorse economiche previste
dall'assessorato alla Sanità e dalla Giunta regionale per incentivare
il personale sanitario, la predisposizione di una serie di interventi
per il potenziamento dei repari di rianimaizione negli ospedali e l'adesione
della Sicilia alla Organizzazione centro-Sud trapianti (Ocst) hanno contribuito
a rimettere in moto nel 2001 la macchina dei trapianti. Bisogna comunque
registrare che nei primi nove mesi del 2002 il motore dei trapianti ha
subito una brusca frenata nella sua corsa in Sicilia. Dall'anno scorso
ad oggi infatti la situazione è praticamente invariata: il numero
delle donazioni di organi in Sicilia non è cresciuto, ma è
rimasto pressochè stabile. "Una flessione nelle attività
di prelievo - aggiunge il professore Salerno - si è registrata,
ad esempio, negli ospedali di Villa Sofia di Palermo e Garibaldi di Catania.
Un decremento compensato dall'incremento dei prelievi di organi registrato,
invece, nelle due rianimazioni dell'Ospedale civico di Palermo".
Ecco
la situazione in dettaglio del numero di trapianti effettuati in tutta
la Sicilia, stando ai dati forniti dal Coordinamento regionale per
i trapianti diretto dal professore Salerno. Per quanto concerne i trapianti
di rene, la Sicilia è passata dai 24 effettuati nel 2000, ai 56
del 2001 e ai 59 di quest'anno. La stragrande maggioranza degli interventi
sono stati svolti all'Ospedale civico di Palermo, uno dei quattroi centri
autorizzati in tutta la regione. Per quel che riguarda i trapianti di
fegato, l'unico centro specializzato a questo genere di interventi, l'Ismett,
ha effettuato 15 trapianti nel 2000, altrettanti nel 2001 e 19 nei primi
nove mesi del 2002. L'Ospedale Ferrarotto di Catania è invece l'unico
centro autorizzato a effettuare trapianti di cuore: ne ha eseguiti 5 nel
2000, ben 13 nel 2001, soltanto 4 nei primi mesi di quest'anno. E' invece
ancora una volta l'Ismett di Palermo a guidare la classifica per i trapianti
di rene, ma tra viventi, con 36 interventi nell'arco del triennio settembre
'99-settembre 2002. "Non servono personalismi, gli interventi di
trapianto costituiscono un lavoro di squadra", con queste parole
il professore Salerno riconosce l'impegno e la fatica di chi, nel team
di operatori sanitari chiamati a effettuare un espianto-trapianto di organi,
lavora "dietro le quinte". "Non ha senso - continua il
professore - dare il riconoscimento solo al chirurgo, il quale non potrebbe
fare nulla senza il prezioso coordinamento fra infettivologi, anestesisti...".
Allo scopo di normalizzare il processo di accertamento della morte cerebrale,
passaggio obbligatorio per le donazioni e i trapianti di organi, il Coordinamento
regionale dei trapianti, guidato dal professore Salerno, ha prospettato
all'assessore regionale alla Sanità Ettore Cittadini una serie
di iniziative. A partire dalla richiesta di reiterare il provvedimento
del 2001 con il quale sono state assegnate alle aziende ospedaliere delle
somme per la remunerazione aggiuntiva degli operatori sanitari impegnati
nelle attività di prelievo e trapianto di organi. Inoltre, obiettivo
non trascurabile sarà quello di informare la popolazione: in questa
direzione svolge un ruolo determinante l'Aido, l'Associazione italiana
dei donatori di organi. Ma la situazione non è cosi rosea: le attività
di trapianto di organi sono concentrate in poche strutture ospedaliere,
i posti-letto nei reparti di rianimazione necessari in tutta la regione
dovrebbero essere 400 e ammontano, al momento, a 130. Tuttavia, il governo
regionale promette che entro pochi anni la regione si metterà in
regola e raggiungerà la soglia dei 400. Per l'anno prossimo, a
causa delle ristrettezze economiche in bilancio, ci si accontenterà
di un incremento di soli 75-80 posti. Altre cifre sintetizzano la condizione
di "fanalino di coda" a cui è costretta la Sicilia, rispetto
alle altre regioni dell'Italia: nell'isola soltanto in 8 mila hanno
espresso la volontà di donare gli organi, in base alla legge
del '99, contro gli oltre 600 mila del resto del nostro Paese.
La legge prevede che chi voglia manifestare la volontà di donare
gli organi, in caso di morte cerebrale, può farlo recandosi in
qualsiasi ufficio pubbliche relazioni delle Aziende unità sanitarie
locali o degli ospedali e fare una dichiarazione che potrà essere,
in qualsiasi momento, modificata. Questi dati vengono poi raccolti da
un sistema informativo e resi disponibili quando c'è bisogno di
un donatore. Nel caso contrario, cioè se non risulta nulla el sistema
informativo si può procedere all'espianto degli organi solo ed
esclusivamente dopo aver ricevuto il consenso dei familiari.
Sulla base di questi dati è naturale porsi il problema di come
incentivare le donazioni di organi in Sicilia. "Sin dal nostro primo
insediamento - ha detto l'assessore alla Sanità Ettore Cittadini
- uno degli obiettivi prioritari che ci siamo posti è stato di
incentivare le donazioni e i trapianti di organi. Per questo abbiamo previsto
delle "equipe mobili" per consentire gli espianti anche nelle
strutture ospedaliere prive di rianimazione". Tra le iniziative che
partiranno a breve, la diffusione di una videocassetta che racconta la
storia di un palermitano.
La storia. Si chiama Salvo Anania. La sua vita è migliorata
grazie al gesto di civiltà e amore di due genitori che hanno superato
il muro della disperazione. L'angoscia per avere perso il proprio figlio
quattrodicenne non li ha fermati. Cosi Salvo, affetto da una grave malattia
a entrambi i reni che lo costringeva alla dialisi, ha potuto ricevere
gli organi di una giovane vita spezzata. "Ringrazio i genitori del
ragazzo - ha detto Salvo - penso che non ci sia ragione per non donare
gli organi continuando a vivere in un'altra persona". La videocassetta
sulla storia di Salvo verrà trasmessa in tutte le scuole della
Sicilia allo scopo di sensibilizzare i ragazzi alla cultura della donazione.
La sua è una storia che può risvegliare le coscienze dei
siciliani, cosi come avvenne con la vicenda del piccolo Nicholas Green
(nella foto a destra). Nicholas era un bambino di sette anni che amava
tanto la storia dell'Italia antica e le bellezze naturali del nostro Paese.
Partito
dalla California con i genitori, Reginald e Margaret, e la sorellina Eleonor,
visitò Firenze, Roma e Pompei. La famiglia Green, mentre percorreva
l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, diretta proprio in Sicilia, rimase
vittima di un agguato a scopo di rapina. Era il 29 settembre 1994. Il
piccolo Nicholas rimase ferito gravemente e, ricoverato al centro neurochirurgico
dell'ospedale di Messina, morì dopo pochi giorni. I genitori, pur
angosciati da tanto dolore, ebbero la forza di donare gli organi del loro
bambino nella speranza di salvare altre persone. Per non dimenticare questa
giovane vita stroncata da mano "violenta" e, soprattutto, per
esprimere riconoscenza e ammirazione per la forza, il coraggio e l'umanità
mostrati dai genitori di Nicholas, l'Amministrazione Comunale di Cosenza,
con a capo il sindaco Giacomo Mancini, ha intitolato l'ex Parco degli
Ulivi al piccolo Nicholas. Alla cerimonia era presente anche la madre
Reginald che di recente ha raccontato il suo dramma e la sua toccante
storia in un libro dal titolo: "Il dono di Nicholas", dal quale
è stato tratto anche un film per la televisione.
Salvo Ingargiola
(16 ottobre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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