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Agraria - Convegni e seminari
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Sostanze
chimiche, metodi per l'estrazione
La
tecnica della "micro-estrazione in fase solida" trova applicazione
in campo entomologico: serve a studiare le sostanze chimiche prodotte
dagli insetti per stabilire le le "relazioni" fra di loro e
con le piante. L'argomento affrontato da due dottorande dei dipartimenti
Itaf e S.En.Fi.Mi.Zo di Agraria al meeting internazionale degli entomologi
a Erice (foto di gruppo a destra)
Le tecniche di estrazione
chimica e le loro applicazioni in campo entomologico: su questo interessante
argomento si è concentrata l'attenzione di Stefania Ramirez e Mery
Sole, due dottorande rispettivamente del dipartimento Itaf e S.En.Fi.Mi.Zo
della facoltà di Agraria dell'università di Palermo. I loro
lavori sono stati recentemente presentati al meeting
internazionale degli entomologi, tenutosi a Erice dal 22 al 27 settembre
e dove si è parlato più in generale di feromoni e altre
sostanze semiochimiche nella produzione integrata. Entrambe hanno avuto
infatti l'opportunità di avere uno spazio di visibilità
in un contesto scientifico internazionale.
Nel corso del convegno, organizzato proprio dalla facoltà palermitana
e dal professore Colazza, docente di Lotta biologica integrata, la Ramirez
ha presentato il suo lavoro in un'esposizione orale.
Una
revisione della tecnica della "microestrazione in fase solida",
un metodo di estrazione chimica, e le sue possibili applicazioni in campo
entomologico è stato al centro della ricerca condotta da Stefania
Ramirez (nella foto a sinistra), dottoranda in "Trattamento dei reflui
e risanamento ambientale" del dipartimento Itaf della facoltà
di Agraria (tutor Prof. Alonzo). " La tecnica della 'microestrazione
in fase solida' - spiega il professore Colazza - ha trovato impieghi in
un campo di studi molto vasto. L'applicazione nel settore entomologico
è interessante in quanto consente di analizzare le sostanze chimiche
rilasciate dagli insetti senza doverli uccidere e utilizzando pochi individui
".
In particolare, la tecnica è stata utilizzata in campo entomologico
per studiare l'andamento delle emissioni, da parte della cocciniglia bianca
del limone, Oleander scale, del feromone sessuale, una sostanza chimica
prodotta dai maschi e dalle femmine degli insetti per comunicare fra loro.
A quali risultati ha condotto l'applicazione della tecnica della "microestrazione
in fase solida" nel settore dell'entomologia? In primo luogo a determinare
l'andamento temporale di emissione del feromone sessuale da parte della
cocciniglia bianca del limone e, in secondo luogo, a stabilire la quantità
di feromome sessuale prodotta dalla singola femmina e la quantità
massima emessa dall'intera popolazione. La ricerca è stata inoltre
in grado di dimostrare che esiste un ceppo della cocciniglia bianca del
limone che non produce invece feromoni: si tratta di quello che gli entomologi
chiamano ceppo partenogenetico. Un ceppo partenogenetico di qualsiasi
insetto, nel linguaggio scientifico degli esperti di entomologia, è
caratterizzato dal fatto che è in grado di autoriprodursi senza
fecondazione e pertanto non ha bisogno di emettere feromoni che servono
ai maschi e alle femmine degli insetti per accoppiarsi.
Il lavoro è stato condotto grazie a un coordinamento fra il dipartimento
di entomologia S.En.Fi.Mi.Zo e il dipartimento Itaf, che ha curato la
parte chimica dello studio.
E proprio la tecnica della microestrazione in fase solida è stata
utilizzata da Mery Sole, dottoranda del dipartimento S.En.Fi.Mi.Zo della
facoltà di Agraria in "Gestione fitosanitaria, eco-compatibile
in ambienti agro-forestali e urbani" (tutor Prof. Colazza). Il suo
studio ha riguardato l'identificazione e la caratterizzazione chimica
delle sostanze chimiche che ricoprono la parte esterna, nel linguaggio
scientifico la cuticola, della cimice verde puzzolente o Nezara viridula.
La cuticola non è altro che il rivestimento esterno, una sorta
di "pelle" dell'insetto. Mery Sole ha utilizzato ha tirato fuori,
con la tecnica della microestrazione in fase solida, delle sostanze chimiche
che compongono la "pelle" dell'insetto; poi ha analizzato la
miscela chimica originaria e ha separato ogni singolo composto chimico
da un altro.
Infine, con altre due tecniche, dette della "cromatografia in fase
liquida" e della "gas-cromatografia", è riuscita
a identificare finora a identificare alcune sostanze chimiche. Ma quel
che è importante è riuscita a identificare quelle molecole
della "cute" della cimice verde puzzolente o Nezara viridula
che svolgono una funzione attrattiva nei confronti del suo parassitoide,
il suo antagonista naturale. Si tratta del Trissolcus basalis che è
appunto l'insetto antagonista naturale della cimice verde puzzolente e
che non fa altro che utilizzare le sostanze chimiche prodotte dalla cimice
per "intercettarla". Il risultato della ricerca è particolarmente
importante perchè questa cimice è l'insetto dannoso, in
termini scientifici il fitofago, di molte piante coltivate.
Lo studio della dottoranda Mery Sole è stato svolto in collaborazione
con i colleghi dell'Università di Perugia e anche lei ha esposto
i risultati del suo lavoro agli oltre 150 esperti provenienti da 30 paesi
diversi e riunitisi a Erice nel meeting internazionale su feromoni e altre
sostanze semiochimiche nella produzione integrata.
Salvo Ingargiola
(11 ottobre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze
della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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