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Agraria - Convegni e seminari

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A Erice gli entomologi dichiarano guerra agli insetticidi
Dal 22 al 27 settembre si è svolto un meeting internazionale di 150 studiosi provenienti da 30 paesi diversi. Al centro del convegno: i feromoni e le altre sostanze chimiche che coordinano i rapporti tra piante-insetti dannosi e parassitoidi. Esperti contro l'impiego "selvaggio" degli insetticidi in agricoltura

Un meeting tra gli studiosi di feromoni e altri semiochimici provenienti da oltre trenta paesi diversi di tutto il mondo. Si è svolto dal 22 al 27 settembre all'auditorium San Giovanni di Erice, trasformatasi per pochi giorni nella capitale dell'entomologia agraria. Il convegno, promosso dalla Organizzazione internazionale per il controllo biologico dei fitofagi delle piante infestanti e dall'Università di Palermo, ha visto come protagonisti oltre 150 esperti confrontarsi sui metodi di controllo dei fitofagi dannosi alle colture agrarie e forestali. Con l'obiettivo, non facile, di far fuori gli insetticidi dall'impiego in agricoltura.
Organizzatori delle giornate di studio Peter Witzgalf, docente all'università Alnarp in Svezia, e il professore Stefano Colazza, docente di Lotta biologica integrata alla facoltà di Agraria dell'università di Palermo. A fare "gli onori di casa" un team di docenti e dottorandi dei dipartimenti Itaf e Senfimizo della facoltà, tra cui i professori Giuseppe Alonzo e Giovanni Liotta. E proprio per l'Università di Palermo, il convegno di Erice è stato un'occasione oltre che per confrontarsi con studiosi provenienti da tutto il mondo, anche per avere spazio e visibilità in un contesto scientifico internazionale. Tra i lavori presentati dalla facoltà di Agraria alla platea di studiosi presenti al meeting internazionale, una comunicazione orale e diversi poster sui risultati di altrettante ricerche condotte dai dottorandi della facoltà, dietro la guida dei loro turor. Tra i poster presentati al convegno, due sono stati realizzati in collaborazione con l'Universita di Riverside (California - Usa) e uno in collaborazione con l'Università di Perugia. Tema centrale di tutti i lavori è stato l'analisi chimica delle sostanze che regolano i rapporti tra le piante, gli insetti dannosi (i fitofagi) e gli antagonisti naturali dei fitofagi (i parassitoidi e i predatori). Una revisione della tecnica della "microestrazione in fase solida", un metodo di estrazione chimica, e le sue possibili applicazioni in campo entomologico è stato l'argomento affrontato da
Stefania Ramirez, dottoranda del dipartimento Itaf della facoltà di Agraria (tutor Prof. Alonzo), nella sua esposizione orale. "La tecnica della 'microestrazione in fase solida' - spiega il professore Colazza - ha trovato impieghi in un campo di studi molto vasto. L'applicazione nel settore entomologico è interessante in quanto consente di analizzare le sostanze chimiche rilasciate dagli insetti senza doverli uccidere e utilizzando pochi individui ". Un'altra tecnica al centro degli studi di Erice è stata quella della confusione sessuale: consiste nella distribuzione dei feromoni sessuali, sostanze chimiche emesse dagli insetti per comunicare fra loro, in modo tale da ridurre al minimo le possibilità di incontro fra il maschio e la femmina, in questo modo, le femmine non vengono fecondate, non depongono uova o, se lo fanno, le depongono sterili. "Lo scopo - aggiunge il professore Colazza - è quello contenere al massimo le nascite nelle generazioni successive, minore presenza di insetti dannosi e quindi eliminazione o almeno impiego in maniera strategicamente razionale ed ecologico degli insetticidi in agricoltura".
Al meeting di Erice alcuni dottorandi palermitani hanno portato la loro esperienza di tirocinanti per sei mesi alla Riverside University della California.
Paolo Lo Bue, uno dei dottorandi che hanno svolto il tirocinio negli Stati Uniti, ha presentato i risultati del suo intenso lavoro: lo studio delle sostanze chimiche che consentono a un parassitoide, il Coccus hesperidium, di trovare la vittima e svolgere la sua funzione di regolatore naturale dello sviluppo demografico. Un altro dottorando, Alessandro Fucarino, ha avuto la straordinaria opportunità di contribuire a una ricerca condotta alla Riverside university della California. Al centro degli studi di Fucarino la funzione di aggregante sociale dei feromoni emessi dagli insetti una volta fuoriusciti dalle uova e la composizione dei feromoni, ovvero le molecole che fungono da aggregante sociale e quelle che svolgono un ruolo di difesa dagli attacchi provenienti dall'esterno".
E' stato condotto dalla dottoranda
Mery Sole, in collaborazione con l'Università di Perugia, un altro studio che ha riguardato le sostanze chimiche utilizzate da un parassitoide, l'antagonista naturale di un insetto dannoso, per il ritrovamento del proprio "ospite" fitofago di molte piante coltivate: la Nezara viridula, o cimice verde puzzolente. Studiare il comportamento di alcuni insetti è stato invece l'obiettivo di Ezio Peri, assegnista di ricerca del dipartimento Senfimizo di Agraria. La sua ricerca ha messo in evidenza delle differenze tra alcuni ceppi della cocciniglia: l'ipotesi ancora tutta da dimostrare sarebbe che le due popolazioni non appartengono a una stessa specie, ma a due specie diverse. Il convegno di Erice come una grande vetrina per i dottorandi palermitani: lo sottolinea il professore Colazza che aggiunge che "la filosofia è stata quella di dare agli studi condotti dai dottorandi spazio e visibilità in un contesto scientifico internazionale". Proprio il professore Colazza ha esposto, durante le giornate di lavori a Erice, un suo lavoro condotto in collaborazione con il Servizio fitosanitario dell'Osservatorio malattie delle piante. Lo studio del docente della facoltà di Agraria ha riguardato l'andamento delle infestazioni negli agrumeti da parte di un insetto: la Aonidiella aurantii.
La peculiarità del convegno è stata quella di coinvolgere le aziende all'avanguardia nella ricerca nel campo dei feromoni: presenti al meeting internazionale di Erice le multinazionali più importanti, tra cui la Shin Etsu Chemical corporation, la Isagro Ricerca (Italia) e la Cbc Europe che da sole producono quasi l'80% del fatturato mondiale nel mercato dei feromoni.
"Il controllo dei fitofagi con i feromoni è ormai una realtà decennale - conclude il professore Colazza - basti pensare che il metodo della confusione sessuale è impiegato per il controllo di oltre venti specie di insetti dannosi. L'obiettivo è sempre quello di impiegare in maniera ecologica e, laddove è possibile, eliminare l'impiego degli insetticidi in agricoltura".
Salvo Ingargiola

(11 ottobre 2002)

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