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Scienze della formazione - Cronaca universitaria

021004sing
Istituto di giornalismo, l'Ateneo si ritira dalla fondazione
La decisione del Senato accademico è la logica conseguenza dell'istituzione della Scuola di giornalismo dell'Università, riconosciuta dall'Ordine dei giornalisti. Il rettore Silvestri: "La presenza dell'ateneo nell'Istituto era solo sulla carta". Il presidente Antonio La Spina: "Non c'è ragione di conflitto, solo un'operazione di chiarezza". L' Istituto, nato nel 1953, dieci anni prima della legge nazionale sull'ordinamento della professione giornalistica, non consente l'accesso all'esame di Stato come avviene invece per la Scuola di giornalismo universitaria

L'Università di Palermo si ritira dalla fondazione che gestisce dell'Istituto di giornalismo. Questa la decisione su cui il Senato accademico, riunitosi il 30 settembre, ha dato mandato al rettore di avviare le procedure necessarie.
"Si tratta soltanto di un'operazione di chiarezza, non c'è alcuna ragione di conflitto con l'Istituto": con queste parole il presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione Antonio La Spina smorza i toni della polemica scoppiata nei mesi scorsi, dopo una delibera del Consiglio della facoltà di Scienze della formazione nella quale si metteva in evidenza il fatto che l'Università di Palermo non era da decenni più coinvolta nella gestione delle attività didattiche dell'Istituto e che, inoltre, l'Ateneo aveva nel frattempo dato vita ad un corso di laurea ad hoc, quello in Scienze della comunicazione, e in particolare, a una Scuola di giornalismo riconosciuta dall'Ordine dei giornalisti.
"L'esigenza di lasciare l'Istituto è sorta dopo la nascita della Scuola di giornalismo, riconosciuta dall'Ordine dei giornalisti, e di conseguenza la stessa Università non poteva partecipare a due strutture tra di loro concorrenti: è stato importante, soprattutto per gli studenti, chiarire che l'Ateneo di Palermo non svolgeva, ormai da almeno dieci anni, alcun ruolo all'interno dell'Istituto". Con la chiara presa di posizione del Senato accademico finisce così una querelle tra l'Università di Palermo e l'Istituto di formazione che si prolunga ormai da diversi mesi.
La polemica era scoppiata nel luglio scorso: per la prima volta si era fatta avanti l'ipotesi di "disconoscere" l'Istituto di giornalismo, i cui docenti e studenti avevano formato un comitato per la tutela e la promozione dell'Istituto. Tra le richieste del comitato, quella dell'abilitazione a rilasciare una laurea quinquennale in "Giornalismo e tecniche della multimedialità". "Ma l'Ateneo - replica il rettore Silvestri - ha preferito fare chiarezza: non ha alcun controllo, ormai da anni, sulla struttura. Era solo una presenza sulla carta, non di fatto". Da qui la decisione di ritirarsi dalla gestione.
In effetti l'Istituto, fondato nel 1953 (dieci anni prima della legge sull'ordinamento della professione giornalistica) grazie all'impegno di Lauro Chiazzese, rettore dell'Università di Palermo, era nato sotto l'egida dell'Ateneo palermitano: basti pensare che per statuto il rettore ne presiedeva il Consiglio di amministrazione e che la struttura, nella forma giuridica di una fondazione, si avvaleva anche di docenti universitari. Ma col passare degli anni il coinvolgimento iniziale dell'Ateneo palemitano diminuisce: il Cda non viene convocato per molto tempo e l'Istituto viene affidato alla gestione di un commissario nominato dalla Regione.
La presenza dell'Università rimane solo sulla carta: nella sostanza l'Ateneo non partecipava, ormai da molto tempo, nè all'attività didattica nè alla gestione amministrativa dell'Istituto.
Adesso - si chiedono in molti - che fine farà l'Istituto di giornalismo? L'unica certezza è che la delibera del Senato accademico non comporta automaticamente la soppressione dell'Istituto che rimarrà nelle mani degli organi della fondazione, a cui partecipa anche la Regione.
Salvo Ingargiola

(4 ottobre 2002)

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