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Facoltà di Medicina

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Un convegno a Palermo per fare il punto sulle patologie che possono colpire l’endometrio
La membrana che riveste l’utero può essere afflitta da una moltitudine di mali dovuti a cause differenti. Lo scorso 6 settembre a Villa Igiea diversi specialisti hanno illustrato quali sono le patologie che possono colpirla

L’endometrio, la delicata membrana che riveste l’utero, può essere colpito da una moltitudine di patologie dovute a cause fra loro molto diverse. La sua cattiva salute può compromettere la qualità della vita della donna che si vede presa di mira nella parte più intima della sua femminilità.
Lo scorso 6 settembre si è tenuto al centro congressi dell’hotel Villa Igiea un convegno intitolato “Patologia endometriale”. L’incontro è stato l’ultimo appuntamento, in ordine di tempo, previsto all’interno del calendario delle “Conversazioni del venerdì”, corsi di aggiornamento in ginecologia e ostetricia organizzati dall’Università di Palermo, dall’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico e dalla Clinica ostetrica e ginecologica.
La prima mezz’ora del convegno ha visto il dottor Franco Maria Romano impegnato nella tassonomia e nella descrizione degli agenti epidemiologici che possono infettare la membrana. Romano ha inoltre spiegato come il rapporto mortalità/incidenza nel carcinoma endometriale sia di una donna morta su 4 che hanno la malattia e ha illustrato quali sono i fattori di rischio che espongono ad una maggiore probabilità di ammalarsi, ovvero infertilità, ipertensione, obesità, menopausa tardiva, una lunga cura a base di estrogeni, diabete, aver superato i sessanta anni e aver avuto un menarca precoce. Il dottor Romano ha concluso il suo intervento spiegando come il fumo e la pillola anticoncezionale siano “importanti” fattori protettivi contro il cancro dell’endometrio. Il primo costringe il fegato a produrre degli enzimi capaci di inattivare gli estrogeni circolanti che agendo sulla membrana la potrebbero danneggiare. La seconda, dopo dodici mesi di assunzione costante, ha un effetto protettivo sull’endometrio che dura per ben quindici anni. La professoressa Rosa Maria Tomasino ha curato la parte dell’incontro dedicato all’anatomia patologica dell’apparato genitale femminile commentando una quantità di diapositive raffiguranti vari campioni di tessuto prelevati da pazienti affette da una qualche forma di iperplasia (aumento del numero di fibre) o da cancro. La Tomasino ha descritto le differenze fra le iperplasie semplici e quelle complesse, ha commentato la morfologia delle ghiandole in patologie differenti e in stadi diversi della stessa patologia e ha spiegato quali sono le differenze fra i carcinomi endometriali di primo e secondo tipo. L’incidenza del cancro dell’endometrio, ha detto la professoressa, è in forte crescita. Dal momento che questa patologia colpisce soprattutto le donne anziane la spiegazione principale va ricercata nell’aumento della vita media.
La parte conclusiva del convegno è stata dedicata al sanguinamento uterino anomalo, una frase che racchiude in sé una serie di problemi dovuti a cause diverse e purtroppo molto diffuse, visto che circa un terzo delle donne che si rivolgono al ginecologo lo fa per via di perdite ematiche anormali. Soffermandosi a parlare dell’ipermenorrea (mestruazioni troppo abbondanti) il dottor Gianfranco Scarselli ha spiegato che la quantità di sangue perso durante il menarca varia da donna a donna. I ginecologi considerano “ipemenorrea” una perdita superiore agli 80 ml per ciclo. Questo è un male insidioso perché porta alla progressiva anemizzazione della paziente.
Nella parte conclusiva dell’incontro il professor Paolo Quartararo ha descritto brevemente la terapia farmacologia nella cura del sanguinamento uterino anomalo e si è soffermato a parlare di Mirena, una spirale poco diffusa in Italia, ma che si è rivelata essere la terapia migliore nel trattamento delle menorragie (le mestruazioni troppo lunghe).
Mauro Di Gregorio


(19 settembre 2002)

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