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020913madiAP
La nuova laurea specialistica
in Medicina:
una riforma ispirata dalla ricerca di uniformità nazionale
Con la riforma si è voluto rendere
simili i programmi delle materie insegnate in tutte le facoltà
di Medicina della penisola e si sono resi unici per tutte le città
italiane gli esami di accesso alla facoltà, alla professione medica
e alle scuole di specializzazione
Lo stesso esame per tutti i laureati che
affronteranno la prova di abilitazione allesercizio professionale.
Stessa cosa per i test di accesso alla facoltà sostenuti dai neo
diplomati e per le prove di ammissione alle scuole di specializzazione.
Maggiore omogeneità a livello nazionale nei programmi delle materie
insegnate in tutti gli atenei della penisola. Con lintroduzione
della nuova laurea specialistica in Medicina e chirurgia si è cercato
di uniformare quanto accade in tutte le università italiane.
Lesame di abilitazione allesercizio professionale che
gli studenti dovranno sostenere una volta laureatisi - spiega il professor
Antonino Bono, presidente del corso di laurea in Medicina e chirurgia
dellUniversità di Palermo - sarà sempre un esame locale,
perché continuerà a svolgersi nella città dove i
ragazzi hanno ottenuto il diploma di laurea, ma lindirizzo di tale
prova sarà di carattere nazionale, in quanto dal 2004 il test sul
quale si baserà sarà lo stesso per tutte le città
italiane. Stessa cosa accadrà per le prove di ammissione che gli
studenti dovranno superare per poter accedere alla facoltà. Fra
due anni, dunque, sarà di fatto disponibile una griglia
di valutazione dei laureati di tutte le università italiane. Gli
esiti di tali esami, come è facilmente intuibile, saranno direttamente
confrontabili perché facenti tutti capo ad ununica prova
e offriranno dunque una valutazione delle diverse facoltà di Medicina
della penisola molto più accurata e corrispondente alla realtà
di quanto non lo possano essere le indagini del Censis e di Repubblica.
La ricerca di uniformità a livello nazionale non riguarderà
esclusivamente le prove di abilitazione professionale e quelle di accesso
alla facoltà. Anche i programmi delle materie insegnate verranno
modificati in direzione di una maggiore omogeneità a livello nazionale.
Uno degli obiettivi che si è voluto raggiungere con listituzione
di questa nuova laurea specialistica - spiega Bono - è stata la
creazione di un core curriculum unitario a livello nazionale, così
da insegnare i contenuti minimi ma essenziali che uno studente deve apprendere
per ottenere una formazione professionale di base soddisfacente. La Conferenza
dei presidenti di corso di laurea in Medicina e chirurgia ha lavorato
per quasi un anno e mezzo alla stesura di un protocollo per fare in modo
che le materie insegnate in tutte le università italiane siano
il più possibile uniformi. I principi generali ai quali ci si è
ispirati per la realizzazione di tali curriculum corrispondono a quei
parametri europei con i quali la laurea in Medicina si deve confrontare
e ai quali, volenti o nolenti, ci si deve adeguare. Tale uniformità,
tuttavia, non è totale: per ogni ateneo è stato previsto
un 10-15 per cento di margine su cui giocare la propria autonomia per
affrontare quelle patologie la cui incidenza è maggiore nella regione
in cui ogni università si trova.
Questa ricerca di unifomità sembra non aver risparmiato nessun
ambito. Il professor Bono spiega che anche le prove di ammissione
alle scuole di specializzazione subiranno, nellarco di un biennio,
una modifica in direzione di una maggiore omogeneità a livello
nazionale. Anche tale scelta risponde a quei dettami dellunione
europea in fatto di uniformità stabiliti dalla convenzione di Bologna
in merito alla circolazione in Europa degli operatori sanitari. I laureati
nelle aree sanitarie dovranno obbligatoriamente uniformarsi a determinati
requisiti per poter accedere al mercato del lavoro nellEuropa del
domani.
Bono spiega che gli studenti già iscritti ai corsi non saranno
obbligati a passare dal vecchio al nuovo ordinamento. Tuttavia tale passaggio,
conclude il professore, "è nel loro esclusivo interesse".
Mauro
Di Gregorio
(13
settembre 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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