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020809madi
India, donatori d'organi
per fame
L'associazione dei medici indiani sta indagando
per verificare se esista un commercio di organi nello stato indiano del
Kerala. Il caso è scoppiato dopo la denuncia di un abitante del
villaggio di Poomala
Esiste un racket del trapianto d'organi
nello stato indiano del Kerala? L'associazione dei medici indiani sta
verificando. L'indagine è partita in seguito ad una denuncia fatta
a metà giugno da alcuni membri di etnie tribali del distretto di
Idukki. Durante una conferenza stampa convocata dalla Commissione per
la protezione dei tribali alcuni abitanti del villaggio di Poomala hanno
raccontato di aver accettato di farsi espiantare un rene in cambio di
20 mila rupie (poco più di 400 euro). Il caso è scoppiato
dopo la denuncia di un abitante del villaggio, Chemban Kanan. Per sfamare
la propria famiglia l'uomo aveva accettato di farsi espiantare un rene,
rassicurato dal fatto che "tanto ne basta uno solo per vivere",
come gli avevano garantito i due medici che gli avevano proposto l'affare.
Al termine dell'intervento, però, Kanan si è visto consegnare
solo metà della somma pattuita e questo l'ha spinto a denunciare
il fatto.
Sono in molti a Poomala ad aver fatto la stessa scelta del signor Kanan.
Secondo le testimonianze degli abitanti della zona esiste un'organizzazione
di medici, cliniche private e affaristi senza scrupoli volta a procacciare
organi per i trapianti. Il dottor Josè M. Malana del comitato etico
dellAssociazione medica indiana sostiene di avere le prove che gli
organi espiantati dalla povera gente del Kerala vengono poi rivenduti
a ricchi pazienti nei Paesi del Golfo.
Il segretario della Commissione per la protezione dei tribali, K.P. Manikandan,
ha dichiarato che il suo organismo ha già registrato 26 casi di
vendita di reni ed è ora impegnato a contrastare il fenomeno con
una campagna di educazione tra i possibili "donatori". Naturalmente
è probabile che i casi di espianto siano molti di più di
quelli che la Commissione è riuscita a documentare.
In India vendere un proprio rene non è l'unica pratica disperata
messa in atto per racimolare qualche migliaio di rupie da chi non ha come
sfamare la propria famiglia: si sono verificati anche casi di vendita
di bambini. In alcuni villaggi genitori poveri hanno scelto di vendere
uno dei loro figli per sfamare la numerosa prole. Gli organi dei piccoli
sono finiti sul mercato clandestino internazionale.
Mauro Di Gregorio
(9
agosto 2002)
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