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Il
rischio d'infezioni nell'apparato genitale femminile
Le vaginiti sono fastidiose infezioni che hanno un
grande impatto sulla corporeità della donna. Spesso guariscono
da sole, ma nelle donne incinta nei casi più gravi possono causare
un parto prematuro o la morte del feto
Le infezioni cervico-vaginali sono state largomento
del seminario tenutosi lo scorso 26 luglio allistituto di ginecologia
e ostetricia del Policlinico di Palermo. Lincontro ha fatto parte
delle Conversazioni del venerdì, una serie di corsi di aggiornamento
e seminari rivolti a specializzandi e a ginecologi voluti dal professor
Paolo Quartararo, il direttore dellistituto, e organizzati dallUniversità
di Palermo, dallazienda ospedaliera universitaria Policlinico e
dalla clinica ostetrica e ginecologica.
Durante la prima parte dellincontro il dottor Girolamo Guarnieri
ha chiarito cosè una vaginite, da cosa può essere
provocata e quali sono i fattori di rischio e i comportamenti che possono
aumentare il pericolo di contrarre tale patologia. Le infezioni vaginali
sono infiammazioni della vagina a volte estese anche alla cervice uterina
(cioè al collo dell'utero) causate da microrganismi patogeni che
possono appartenere a diversi generi e che spesso interagiscono fra loro.
Qualunque sia lagente infettivo che ha scatenato la vaginite i sintomi
sono i medesimi: prurito, bruciore, dolore nei rapporti sessuali e perdite
maleodoranti.
Fra i fattori che espongono una donna ad un maggiore rischio di avere
una vaginite il dottor Guarnieri ha citato il diabete mellito, lessersi
sottoposti ad una terapia di antibiotici particolarmente aggressiva e
tutto ciò che è causa di depressione dellapparato
immunitario, come aver da poco portato a termine una gravidanza o lessere
affetti dal virus dellHiv. Altri fattori che aumentano lincidenza
di infezioni vaginali sono la frequenza dei rapporti sessuali, il numero
dei partner e il tipo di rapporti: dal momento che i microrganismi possono
passare da una cavità allaltra è opportuno utilizzare
il profilattico se si vuole avere un rapporto vaginale dopo averne avuto
uno anale non protetto. Inoltre, poiché gli agenti infettivi possono
risalire luretra maschile e insediarsi nella prostata, molti urologi
consigliano agli uomini che non amano luso del preservativo durante
i rapporti anali di assumere 500 mg di un chinolonico di nuova generazione
almeno unora prima del rapporto.
Nella seconda parte dellincontro la dottoressa Pina Belfiore ha
passato in rassegna le patologie principali che interessano i genitali
femminili nelle varie epoche della vita della donna. La dottoressa Belfiore
ha esposto quali sono gli eventi fondamentali alla base delle modificazioni
del tratto cervico-vaginale (cioè nascita, comparsa delle mestruazioni
e pubertà, inizio dellattività sessuale, contraccezione,
parto e menopausa) commentando alcune diapositive e presentando i risultati
di alcuni studi condotti in diversi Paesi. La dottoressa Belfiore ha spiegato
inoltre come la vagina di una neonata durante il passaggio dal grembo
materno allambiente esterno venga infettata da 15-20 miliardi di
specie batteriche che cominciano ad interagire fra loro e ha detto come
la carente igiene intima aumenti il rischio di infezione da streptococco.
E' stato inoltre reso noto come un inizio precoce di attività sessuale
aumenti il pericolo di oncogenesi cervicale e di infezione da Hpv.
Lincontro è stato chiuso dal professor Sandro Damiani che
ha spiegato come una vaginite in una donna gravida possa causare nei casi
più gravi un parto prematuro o la morte del feto. Il dottor Damiani
ha inoltre fatto sapere come un trattamento topico non sia la terapia
ideale nella cura delle vaginiti. Una crema vaginale non elimina tutti
i batteri e provoca dunque insorgenza di recidive. Meglio assumere farmaci
per bocca. Tranne durante la gravidanza, quando un trattamento simile
potrebbe danneggiare il feto.
Mauro Di Gregorio
(6 agosto 2002)
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